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Dopo l’apertura col Papa, al Meeting oggi al centro energia e terrorismo

Rimini

23 agosto 2004, 17:57

in foto: Con il collegamento con il Santo Padre a Castel Gandolfo per la recita dell'Angelus si è aperta ieri la venticinquesima edizione del Meeting per l'amicizia fra i popoli. Oggi la kermesse di Comunione e liberazione ha dato inizio al tradizionale appuntamento con gli incontri che toccano temi di stretta attualità.
www.meetingrimini.org

NeL 1982 Giovanni Paolo II venne a Rimini, in mezzo al popolo del Meeting.
Oggi, nel 2004, a ventidue anni esatti da quella visita, il santo Padre, fa sentire tutto il suo affetto nei confronti del movimento di Comunione e liberazione, fondato da don Luigi Giussani cinquant’anni fa, attraverso una lettera inviata al vescovo di Rimini, monsignor Mariano De Nicolò.
“La via insegnata da Cristo è quella del rispetto per l’essere umano – scrive il Papa – che ogni mezzo di ricerca deve innanzitutto mirare a conoscere nella sua verità, per poi servirlo, non manipolandolo secondo un progetto considerato talora con arroganza come migliore di quello del creatore stesso”.
E poi un messaggio video, in diretta, dopo la recita dell’Angelus da Castel Gandolfo.

Si è aperta così ieri la 25 edizione dell’annuale appuntamento che fa orientare i riflettori di tutta Italia e non solo su Rimini per una intera settimana.
Nella mattinata di ieri la Messa, celebrata, come di tradizione dal vescovo di Rimini, monsignor De Nicolò, che ha ricordato come uno degli appuntamenti del Meeting sia legato in maniera forte alla Chiesa di Rimini: la mostra su Alberto Marvelli dal titolo “Vivere salendo”.

Nella mattinata di oggi, invece, tre sono stati gli incontri che hanno fatto il pienone di partecipanti: l’alternativa possibile dell’idrogeno allo strapotere energetico del petrolio, relatore, tra gli altri, il fisico premio Nobel Carlo Rubbia, la presentazione del libro di Magdi Allam, sui kamikaze di Occidente.
E, infine, il discusso confronto fra due donne, ex terroriste di opposti schieramenti politici: Francesca Mambro, estremista di destra, accusata assieme al compagno Giusva Fioravanti di essere stata una delle esecutrici materiali della strage del 2 agosto 80 alla stazione di Bologna, unico reato per il quale i due hanno sempre gridato la loro innocenza.
Assieme a lei sul palco anche Nadia Mantovani, una delle compagne di Renato Curcio, condannata a 22 anni per banda armata.
Francesca e Nadia, due donne diverse, due storie diverse, che – dichiarano dal palco della fiera di Rimini – senza la ferocia degli opposti estremismi, forse sarebbero state diverse. Entrambe sono state applaudite dal pubblico, ma soprattutto la Mambro, che ha parlato dei rapporti nati con alcuni dei familiari delle vittime.

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