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Voci nel Castello: sabato chiusura a Montecolombo con ‘Smascherata!’

Provincia

22 luglio 2004, 09:13

in foto: Sabato alle 21,30, in piazza Nuova a Monte Colombo, atto conclusivo della rassegna Voci nel Castello 2004 con la prima dello spettacolo "Smascherata! Lavori in corso sull’attor comico", una produzione Maan con Giorgia Penzo per la regia di Davide Schinaia.

La scheda dello spettacolo a cura di Maan:

“Non siamo in pochi a subire il fascino dell’attore comico, anche quando non l’abbiamo mai visto, anche quando è scomparso da anni, da decenni. In un momento della nostra vita, figlio della nostra malinconia, egli diventa una delle tante incarnazioni di Yorick.”
Gianni Macchia, Il silenzio dell’attore
Abbiamo visto, con occhi puliti, l’incarnarsi di una visione sulla scena. Muovendo un passo nel cerchio, senza sapere nulla con certezza prima, la vita ha preso forma. Come certi disegni che si prendono il loro spazio sulla carta mentre la mente è altrove.
Avevamo un’idea: cercare dove sono oggi i capitani, i dottori, gli zanni, in quali figure sopravvivano le loro maschere. Pensavamo di lavorare asservendo l’invenzione ai nostri progetti. Invece, come spesso – fortunatamente - accade, il teatro ha preso il sopravvento, i personaggi e le maschere hanno rivendicato il loro diritto a stare sulla scena. E sono state loro a portarci di fronte ad uno specchio: celato dietro la molteplicità delle forme della rappresentazione, c’è ancora l’attor comico, l’artista che si inventa il mestiere incontrando la piazza e che impara la professione seguendo l’attore più anziano.
Così fu per i comici dell’arte, così fu per esempio per Tiberio Fiorilli, a sua volta maestro di Moliére. Qualcuno dava per morta la Commedia dell’Arte, quando raggiunse l’azimuth del suo declino, nell’Ottocento. Ma le sue braci ardenti erano nascoste sotto la cenere del tempo, e finalmente, nel Novecento, Arlecchino torna sulla scena anche fuor di carnevale. La nostra esperienza, la nostra formazione è impregnata di Commedia dell’Arte. L’attore italiano ce l’ha cucita addosso e non può disfarsene se non a costo di una qualche perdita, della rinuncia ad una specie di ingenuità che da quel gradino lo può sollevare a scopire nuovi territori d’espressione.
Siamo partiti dalle maschere, e le maschere ci hanno condotto a scoprire personaggi tratti dal reale, ma anche nuovamente re-inventati. Sono stati questi personaggi a tessere per noi una storia, che stringe un cerchio intorno al teatro stesso, al suo mondo pieno di sorprese, stranezze, storture, desideri, speranze, delusioni. Di fronte a questa musa androgina, che impugna l’arma dell’ironia, abbiamo cercato di fare un passo indietro ed ascoltare la storia di un’arte che sopravvive, seppure con difficoltà, in un mondo pieno di mille altre illusioni e che, nel frastuono della contemporaneità, sussurra ancora e ancora può farci entrare in contatto con la nostra Anima.

GIORGIA PENZO è nata a Venezia e si è formata alla scuola del teatro “A l’Avogaria” e alla Scuola del Teatro Stabile del Veneto. Ha esordito come protagonista del Diario di Anna Frank per poi iniziare un percorso di lavoro su testi di repertorio classico, dalla Commedia dell’Arte a Goldoni , Ruzante e Moliére all’interno della compagnia Pantakin da Venezia. Come attrice ha lavorato in Italia e all’estero sotto la direzione di registi quali Carlo Boso, Eugenio Allegri, Virgilio Zernitz, Marcello Chiarenza, Benno Besson. Nella recente stagione teatrale 2003-2004 ha interpretato lo spettacolo Il trionfo dell’amore di Marivaux accanto ad Ugo Pagliai e Paola Gassman.
Dal 2001 collabora alla direzione artistica di Maan ricerca e spettacolo di Riccione e della scuola d’arti sceniche Scenaprima dove tiene laboratori di teatro, in particolare sulle tecniche espressive legate alla Commedia dell’Arte Nel 2003 con Davide Schinaia vince il premio alla produzione Voci nel Castello per lo spettacolo Candido da Voltaire.
DAVIDE SCHINAIA nato a Milano, si è laureato al DAMS di Bologna con una tesi sul Mahabharata, nella messa in scena di Peter Brook. Nel 2000 ha fondato Maan ricerca e spettacolo. Come regista ha realizzato gli spettacoli Godet Godot Godin, Il calapranzi, L’opera da tre soldi con la compagnia Teatro dello Strappo; Girovaghi, Fedot, Lui ed io, El escopetero, Tu amore mio, con il Teatro della Centena. Ha curato la regia video dello spettacolo Parabolica per la Compagnia del Serraglio.
Lo spettacolo Candido, è stata la prima produzione di Maan. All’interesse per il teatro affianca il lavoro nel campo del documentario. Ha collaborato con Marco Bertozzi per i documentari Fieri e basta e Dalla testa ai piedi. Ha realizzato come autore alcuni domcumentari sulla spiritualità dell’India contemporanea e sul lavoro teatrale di Alfonso Santagata.

Maan ricerca e spettacolo- Via Sardegna 11-47838 Riccione RN/ Tel fax 0541-603709 info@maanlab.com www.maanlab.com

Sabato alle 21,30, in piazza Nuova a Monte Colombo, atto conclusivo della rassegna Voci nel Castello 2004 con la prima dello spettacolo “Smascherata! Lavori in corso sull’attor comico”, una produzione Maan con Giorgia Penzo per la regia di Davide Schinaia.

La scheda dello spettacolo a cura di Maan:

“Non siamo in pochi a subire il fascino dell’attore comico, anche quando non l’abbiamo mai visto, anche quando è scomparso da anni, da decenni. In un momento della nostra vita, figlio della nostra malinconia, egli diventa una delle tante incarnazioni di Yorick.”
Gianni Macchia, Il silenzio dell’attore

Abbiamo visto, con occhi puliti, l’incarnarsi di una visione sulla scena. Muovendo un passo nel cerchio, senza sapere nulla con certezza prima, la vita ha preso forma. Come certi disegni che si prendono il loro spazio sulla carta mentre la mente è altrove.
Avevamo un’idea: cercare dove sono oggi i capitani, i dottori, gli zanni, in quali figure sopravvivano le loro maschere. Pensavamo di lavorare asservendo l’invenzione ai nostri progetti. Invece, come spesso – fortunatamente – accade, il teatro ha preso il sopravvento, i personaggi e le maschere hanno rivendicato il loro diritto a stare sulla scena. E sono state loro a portarci di fronte ad uno specchio: celato dietro la molteplicità delle forme della rappresentazione, c’è ancora l’attor comico, l’artista che si inventa il mestiere incontrando la piazza e che impara la professione seguendo l’attore più anziano.
Così fu per i comici dell’arte, così fu per esempio per Tiberio Fiorilli, a sua volta maestro di Moliére.
Qualcuno dava per morta la Commedia dell’Arte, quando raggiunse l’azimuth del suo declino, nell’Ottocento. Ma le sue braci ardenti erano nascoste sotto la cenere del tempo, e finalmente, nel Novecento, Arlecchino torna sulla scena anche fuor di carnevale. La nostra esperienza, la nostra formazione è impregnata di Commedia dell’Arte. L’attore italiano ce l’ha cucita addosso e non può disfarsene se non a costo di una qualche perdita, della rinuncia ad una specie di ingenuità che da quel gradino lo può sollevare a scopire nuovi territori d’espressione.
Siamo partiti dalle maschere, e le maschere ci hanno condotto a scoprire personaggi tratti dal reale, ma anche nuovamente re-inventati. Sono stati questi personaggi a tessere per noi una storia, che stringe un cerchio intorno al teatro stesso, al suo mondo pieno di sorprese, stranezze, storture, desideri, speranze, delusioni. Di fronte a questa musa androgina, che impugna l’arma dell’ironia, abbiamo cercato di fare un passo indietro ed ascoltare la storia di un’arte che sopravvive, seppure con difficoltà, in un mondo pieno di mille altre illusioni e che, nel frastuono della contemporaneità, sussurra ancora e ancora può farci entrare in contatto con la nostra Anima.

GIORGIA PENZO è nata a Venezia e si è formata alla scuola del teatro “A l’Avogaria” e alla Scuola del Teatro Stabile del Veneto. Ha esordito come protagonista del Diario di Anna Frank per poi iniziare un percorso di lavoro su testi di repertorio classico, dalla Commedia dell’Arte a Goldoni , Ruzante e Moliére all’interno della compagnia Pantakin da Venezia. Come attrice ha lavorato in Italia e all’estero sotto la direzione di registi quali Carlo Boso, Eugenio Allegri, Virgilio Zernitz, Marcello Chiarenza, Benno Besson. Nella recente stagione teatrale 2003-2004 ha interpretato lo spettacolo Il trionfo dell’amore di Marivaux accanto ad Ugo Pagliai e Paola Gassman.
Dal 2001 collabora alla direzione artistica di Maan ricerca e spettacolo di Riccione e della scuola d’arti sceniche Scenaprima dove tiene laboratori di teatro, in particolare sulle tecniche espressive legate alla Commedia dell’Arte Nel 2003 con Davide Schinaia vince il premio alla produzione Voci nel Castello per lo spettacolo Candido da Voltaire.
DAVIDE SCHINAIA nato a Milano, si è laureato al DAMS di Bologna con una tesi sul Mahabharata, nella messa in scena di Peter Brook. Nel 2000 ha fondato Maan ricerca e spettacolo. Come regista ha realizzato gli spettacoli Godet Godot Godin, Il calapranzi, L’opera da tre soldi con la compagnia Teatro dello Strappo; Girovaghi, Fedot, Lui ed io, El escopetero, Tu amore mio, con il Teatro della Centena. Ha curato la regia video dello spettacolo Parabolica per la Compagnia del Serraglio.
Lo spettacolo Candido, è stata la prima produzione di Maan. All’interesse per il teatro affianca il lavoro nel campo del documentario. Ha collaborato con Marco Bertozzi per i documentari Fieri e basta e Dalla testa ai piedi. Ha realizzato come autore alcuni domcumentari sulla spiritualità dell’India contemporanea e sul lavoro teatrale di Alfonso Santagata.

Maan ricerca e spettacolo- Via Sardegna 11-47838 Riccione RN/ Tel fax 0541-603709 info@maanlab.com www.maanlab.com

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