mercoledì 23 gennaio 2019
In foto: Esistono in città aree destinate a diventare giardini pubblici, parcheggi, e dove possono essere edificate solo case Peep cioè in edilizia pubblica. Queste sono le aree che si chiamano “vincolate” alla loro destinazione.
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mer 21 lug 2004 17:00 ~ ultimo agg. 00:00
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I vincoli però non sono perenni, hanno la durata di 5 anni e decadono se non rinnovati. Prima delle vacanze estive, prima cioè del 5 agosto, il Consiglio Comunale deve prendere le decisioni per i prossimi cinque anni.

Quella volta, correva l’anno 1989, li lasciarono cadere e così si diede il via alla costruzione selvaggia, soprattutto nelle zone della statale.
Lo avevano chiamato “il sacco di Rimini”, in memoria di quanto accadde nella città depredata nell’anno mille.
Stiamo parlando dei vincoli espropriativi, che servono a preservare quelle zone della città in cui la pubblica amministrazione ritiene importante realizzare opere di pubblico interesse.
In questi giorni si discute nella terza commissione consiliare dei vincoli decaduti e della loro reiterazione.
L’obiettivo è quello di arrivare entro la pausa estiva all’approvazione in Consiglio Comunale. Lo stato dei lavori, è quindi, ancora ad un livello di proposta.
Sono sei le zone vincolate secondo il piano regolatore di Rimini (che, è, come in tutte le città, subordinato al piano territoriale regionale ed a quello provinciale) e che, lo ricordiamo, è stato realizzato dall’architetto Leonardo Benevolo. Su questo piano gli amministratori stanno discutendo in queste settimane le modifiche da fare.
Si tratta dei Peep, delle aree adibite a sport, spettacolo e tempo libero, dei parchi, del verde pubblico, dei parcheggi e delle zone agricole.
Decadono, invece, i vincoli per la viabilità di progetto.
Sono previste, inoltre, una serie di zone in cui decade l’iniziativa pubblica ed entra in gioco la possibilità di iniziativa priviata per interventi di manutenzione straordinaria.
Questa mattina sono state discusse in commissione le modifiche per le aree dei parcheggi pubblici. In particolare, la possibilità che ci possa essere l’intervento dell’iniziativa pubblica convenzionata per la realizzazione e la gestione del parcheggio, pur rimanendo la gestione disciplinata dall’autorità pubblica. Unanime emerge dalle proposte l’esclusione di destinazioni ricettive, mentre viene prevista la possibilità di destinare il 25% delle aree per servizi alla mobilità, come gli uffici informazioni.
Ad iniziativa pubblica dovrebbero rimanere, invece, le zone per il verde il gioco e lo sport, dove vengono previste la difesa e l’incremento del verde e delle attrezzature per il gioco.

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