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Economia Rimini

Prezzi in salita e tasche vuote. In consiglio comunale si è parlato d'inflazione

In foto: Prezzi che salgono, tasche dei cittadini che si svuotano. L'annoso problema dell'inflazione è entrato per la prima volta in consiglio comunale a Rimini con un audizione ai responsabili dell'ufficio statistica e rilevazione prezzi.
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dom 4 lug 2004 16:00 ~ ultimo agg. 00:00
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C’è il paniere degli gli operai, distinto da quello di tutti gli altri. E c’e’ quello armonizzato all’Europa intera. Nel linguaggio tecnico si chiamano Foi, Nic ed Ipca e contengono un po’ tutto dalla frutta agli appartamenti.

Numeri, percentuali che, se per qualcuno non rispecchiano la realtà dei fatti, sono sicuramente un modo scientifico per tastare il polso al paese.
L’inflazione è un fatto nazionale, ma è importante il monitoraggio nelle città. A Rimini ogni mese vengono controllati i generi alimentari, l’abbigliamento ed i servizi particolari.Ogni due mesi vengono passati al setaccio i prezzi di frutta, verdura pesce e combustibili. Ogni tre, gli affitti.
537 le quotazioni rilevate bimestralmente, 1925 quelle mensili, 406 quelle effettuate ogni tre mesi. Poco più del 40% delle rilevazioni si fanno nel quartiere uno.
Per conoscere di più gli aspetti che meno si conoscono dell’inflazione la quinta commissione consiliare ha convocato questa mattina l’ufficio rilevazione statistica del comune di Rimini per esaminare l’andamento dei prezzi. A disposizione di tutti consiglieri e’ stato messo il lavoro di rilevazione e come esso avviene.
Certo, non si può parlare di una vera e propria tendenza riminese, perché, come qualsiasi altra città, anche Rimini risente della tendenza generale del paese.
Secondo il presidente della quinta commissione Samuele Zerbini, molto si può fare sul settore della casa e degli affitti, un ambito nel quale nei mesi scorsi Zerbini si è impegnato sia a livello politico che personale.
Diamo allora alcuni numeri dell’ultima rilevazione prezzi, di maggio 2004, che si riferiscono, come di consueto al mese precendente. L’inflazione a Rimini si attesta al 2,8%, rispetto al 2,3% su base nazionale. 77 gli aumenti e 71 le diminuzioni. In particolare, se l’aumento del 115% del cocomero può derivare dal fatto che è un prodotto stagionale, fa pensare il rincaro del 7% del parmigiano reggiano, che non è di certo un formaggio di lusso come il camambert francese. Cala, invece, del 3% la pizza surgelata e dell’otto percento i merluzzi.
Nel settore dell’abbigliamento salgono del 9,5% i prezzi delle calze da uomo, anche qui stiamo parlando di cose di cui non si può fare a meno – mentre calano dell’11,2% le scarpe da calcetto
Del 23,3% aumenta la prestazione dell’elettricista e del 28,7% la manutenzione della caldaia.
Il gasolio cala del 2,4%, ma il gpl sale dell’1,9%.
E se qualcuno avesse in mente di cambiare casa, sappia, che gli costerà l’8,5% in più. Ma una camera di una pensione a due stelle cala del cinque e mezzo percento. Chissà che non sia di buon auspicio gli operatori turistici.

 
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di Redazione   
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