martedì 16 luglio 2019
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In foto: Una settimana fa, giovedì 22 luglio, la quiete di Sant'Agata Feltria veniva tragicamente scossa da due colpi di pistola, quelli con cui il pregiudicato Luciano Liboni ha ucciso il carabiniere Alessandro Giorgioni. Tante cose sono successe nei giorni successivi, ma ancora purtroppo non si è arrivati al colpevole.
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gio 29 lug 2004 18:44 ~ ultimo agg. 00:00
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Un dramma che ha portato Sant’Agata alla ribalta delle cronache nazionali e che ha fatto di Luciano Liboni l’uomo più ricercato in Italia. Una caccia all’uomo con pochi precedenti, che si è fatta ancora più serrata quando sabato mattina, proprio mentre a Novafeltria in una chiesa gremita si dava l’ultimo saluto al Carabiniere Alessandro Giorgioni, Liboni sparava ad altri agenti, a Roma, dopo essersi visto riconosciuto. Le pallottole, sparate ad altezza d’uomo, sfioravano solo gli agenti, come già era successo qualche settimana prima a un altro controllo, vicino a Tivoli. La figura di Liboni, Lupo Solitario, assume ogni giorno nuovi particolari: freddo e spietato quando si sente braccato, doti maturate in una carriera criminale fatta di rapine a mano armata e fughe senza sosta, in Italia ma anche all’estero. Fughe a tratti rocambolesche, come quella su una moto rubata dopo l’omicidio di Sant’Agata, ma mai improvvisate.
E per ora, purtroppo, i fatti stanno dando ragione al fuggiasco. Centinaia di segnalazioni, ma spesso infondate e contraddittorie. Falsi allarmi, come quelli per un motociclista che non si è fermato a un posto di blocco o un turista portato in commissariato a Civitavecchia perché somigliante al pregiudicato. Oggi, ancora una falsa segnalzione da Udine. E ancora indagini nel passato di Liboni, tra familiari che hanno perso i contatti con lui e che, come il figlio, non ne vogliono più sapere di quel parente scomodo.
Per ora, resta il dolore di quell’angolo di Montelfeltro che cerca di tornare alla normalità dopo la tragedia.
Sabato alle 18, nella Chiesa di San Pietro a Novafeltria, sarà celebrata la Messa di Settima per Giorgioni. Sabato, giorno per molti non lavorativo, è stato scelto proprio per le tante richieste di persone che volevano stringersi ancora in preghiera intorno alla famiglia dell’appuntato.

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