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E io non pago: i bagnini di nuovo in guerra contro l’aumento del demanio

Provincia

5 novembre 2003, 16:45

in foto: Obiezione fiscale contro gli aumenti del demanio: lo hanno deciso i 15mila imprenditori balneari dei sindacati SIB, Fipe, Faita-Confcommercio, FIBA Confesercenti, Oasi COnfartigianato e Legacoop.

L’aumento del 300% del demanio previsto dalla Finanziaria, ribadisce una nota della Confartigianato di Rimini, costringerebbe gli operatori a rivalersi sulle tariffe per i turisti, il che significa – si legge – la fine del turismo balneare. Il documento unitario sarà presentato domani a Roma. Nel pomeriggio Giorgio Mussoni, presidente di Oasi Confartigiananto di Rimini, incontrerà al Senato i parlamentari delle Commissioni Turismo e Attività produttive.
Oggi intanto una delegazione in rappresentanza di Provincia e Comune di Rimini, formata dall’Assessore Provinciale al Turismo Massimo Gottifredi e dall’Assessore Comunale al Demanio Sandro Baschetti, ha partecipato, insieme ai Pubblici Amministratori rappresentanti di Abruzzo, Marche, Emilia Romagna, Friuli, Molise e Puglia, a una riunione dell’Anci Abruzzo svoltasi presso il Comune di Pescara sul tema delle previsioni della Finanziaria 2004 in materia di aumento dei canoni demaniali marittimi.

Al termine dell’incontro è stata redatta, in vista dell’incontro parlamentare a Roma previsto per domani, una lettera inviata a tutti i Capigruppo della Camera dei Deputati, in cui si chiede al Governo di sopprimere l’aumento del canone.

il testo della lettera:

Gli Amministratori Comunali e Provinciali della fascia costiera adriatica dell’Abruzzo, delle Marche, dell’Emilia Romagna, del Friuli, del Molise e della Puglia, riuniti il 5 novembre presso il Comune di Pescara da ANCI Abruzzo, hanno esaminato con preoccupazione la previsione della Finanziaria 2004 di aumento del 300% dei canoni demaniali marittimi sin dal 1° gennaio 2004.

Per gli effetti certamente pesantissimi ed insopportabili che ne deriveranno per le economie turistiche del Paese, i Comuni del Mare Adriatico

CHIEDONO

Ai Gruppi Parlamentari della Camera di introdurre, sin da domani 6 novembre 2003, misure di soppressione dei commi 21-22-23 dell’art. 32 Decreto Legge 24/10/2003 n°269/03, convinti, fra l’altro, che le stesse previsioni di aumento dei canoni risulteranno inefficaci in termini di Cassa per lo Stato, per gli effetti depressivi generalizzati che si produrranno.

I Comuni della fascia adriatica si dichiarano, nel convegno, pronti ad aprire un tavolo di confronto con il Governo per esaminare e risolvere tutti i problemi conseguenti alla gestione dei Piani di Demanio Marittimo: ripascimento, erosione, manutenzioni, compatibilità ambientale ecc., a cominciare dai pesanti problemi economico- finanziari.

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