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Aspettando la ripresa: le imprese riminesi ancora in fase di stallo

EconomiaProvincia

3 novembre 2003, 11:19

in foto: La provincia di Rimini vive una situazione economica ancora ferma, con previsioni di ripresa, rinviata al 2004 se il rilancio di alcuni paesi extra UE estenderà i suoi benefici influssi anche in Europa. Lo afferma l’Indagine Congiunturale Rapida dell'Ufficio Economico di Assindustria Rimini, sul periodo Settembre – Dicembre 2003. L'indagine nel dettaglio:
www.assindustria.rn.it

La situazione internazionale, risulta ancora a macchia di leopardo e i leggeri segnali di miglioramento sono bloccati dalla mancanza di fiducia dei consumatori e delle imprese.

Si confermano, comunque, segnali positivi dall’America anche superiori alle attese, anche il Giappone evidenzia i primi segnali di una ripresa che si dovrebbe consolidare nel 2004.
Debole invece l’andamento in Europa. Anche il parziale riallineamento del valore dollaro-euro non permette una ripresa sostenuta delle esportazioni. Solo il perdurare della forte ripresa dell’economia americana e un forte recupero del valore del dollaro (ipotesi ancora lontana) potranno costituire un valido traino all’economia europea.
A livello nazionale alcuni elementi di preoccupazione (l’andamento del prezzo del petrolio, la ripresa dell’inflazione e il cambio con il dollaro, oltre alle tensioni politiche nazionali ed internazionali) rendono ancora più incerto l’andamento dei mercati ed allungano i tempi della ripresa.
L’economia regionale conferma il quadro congiunturale debole determinato principalmente da un basso livello della domanda interna ed estera e dal conseguente riflesso negativo sugli investimenti.
I dati rilevati fino ad oggi, fanno prevedere un livello di crescita dell’economia regionale nel 2003 simile a quello nazionale. Non mancano comunque, alcuni lievi segnali di ripresa soprattutto legati agli ordini dall’estero (extra Europa).

Nella Provincia di Rimini la situazione a settembre 2003 risulta ancora in fase di stallo e anche le previsioni non fanno emergere segnali di ripresa entro la fine dell’anno. Tutto è rimandato al 2004.

La Consistenza del Portafogli Ordini a settembre 2003 è considerata buona dal 29,3% degli imprenditori e sufficiente dal 54,9% (complessivamente l’84,2%). A giugno rispettivamente il 30,9% e il 52% (complessivamente l’82,9%). Calano le imprese che considerano il portafoglio ordini insufficiente (dal 17,1% al 15,9% attuale). Come si può notare i dati riflettono all’incirca la situazione di tre mesi fa senza nessun miglioramento importante.

Anche le previsioni sull’andamento della Produzione per il prossimo trimestre registrano valori simili a quelli di giugno, che erano però influenzati dall’avvicinarsi del periodo di chiusura estiva. Il 53,7% non prevede variazioni (contro il 53,3% di tre mesi fa). Complessivamente il 25,6% prevede un aumento o un forte aumento (il 25,7% a giugno). Calano le imprese che prevedono una diminuzione o una forte diminuzione (dal 19,1% di giugno al 15,2% attuale).

Incertezza rispetto all’andamento degli Ordini Totali nel prossimo trimestre. Il 55,5% non prevede variazioni (il 53,3% tre mesi fa). In calo (il 23,8%) gli imprenditori che prevedono un aumento o un forte aumento (contro il 27% di giugno scorso). Il 17,7% delle imprese prevede una diminuzione o una forte diminuzione (tre mesi fa il 19,7%).

In deciso calo, rispetto alle previsioni di giugno, l’andamento dell’Export nei prossimi tre mesi con diminuzione delle imprese che prevedono un Aumento-Forte Aumento e una crescita delle imprese che si attendono una Diminuzione-Forte Diminuzione.
Segnale che le economie emergenti (Est Europa ed Estremo Oriente) e il parziale riallineamento del valore Euro – Dollaro non sono sufficienti a sostenere la domanda estera.

Considerando le imprese che esportano, si nota un calo, rispetto a giugno scorso delle imprese che prevedono un aumento o un forte aumento (complessivamente dal 31,7% al 26,1%; una riduzione del 5,6%).
Il 46,4% non prevede variazioni (il 43,3% a giugno). Aumentano le imprese che prevedono una diminuzione o una forte diminuzione (dal 25% di tre mesi fa al 27,5% attuale).

Anche le previsioni sull’andamento dell’Occupazione nei prossimi tre mesi, iniziano a dare segni di preoccupazione, dopo i primi segnali registrati nella rilevazione di giugno (andamento incerto e aumento del ricorso alla Cassa integrazione).
Calano le imprese che prevedono un aumento – forte aumento del livello occupazionale (dal 17,8% di giugno al 14% attuale) e contemporaneamente aumentano coloro che si attendono una “diminuzione” e una “forte diminuzione“ (dal 6,6% di giugno al 10,4% attuale). Irrilevante la variazione di coloro che non prevedono variazioni (dal 74,3 % di tre mesi fa al 74,4% di oggi).
Si confermano le previsioni di un maggior utilizzo della Cassa Integrazione Guadagni nel prossimo trimestre. L’aspetto preoccupante è che da dicembre 2002 si registrano dati sempre più negativi. Il 54,9% esclude l’utilizzo nel prossimo trimestre (a giugno il 62,5%) e l’11,6% prevede un utilizzo probabile e consistente (tre mesi fa il 7,9%) della CIG.
Il 29,3% prevede un utilizzo della Cig ma in maniera limitata.
La situazione si conferma difficile soprattutto nelle aziende con oltre 100 dipendenti.
Anche le previsioni relative alla Riduzione di personale per il prossimo trimestre sono meno positive rispetto a giugno scorso. Diminuiscono le imprese che escludono riduzioni di personale (dal 52% di giugno al 47% attuale) e aumenta la percentuale delle imprese che prevedono una riduzione consistente (dal 7,2% al 11,6% attuale). Il 39% prevede riduzioni, ma limitate.

Considerando la dimensione aziendale, i dati mostrano, a settembre 2003, una situazione difficile nelle imprese con oltre 100 addetti. Un pò meglio le previsioni per la produzione e gli ordini, mentre è molto difficile la situazione dell’export e dell’occupazione.
Nelle imprese con un numero di dipendenti compreso tra 51 e 100 solo il 10,5% considera insufficiente il portafoglio ordini. Anche per quanto riguarda le previsioni, i valori sono sempre di qualche punto percentuale sopra i valori medi.

Nelle imprese con meno di 50 addetti i dati rispecchiano in linea di massima quelli rilevati a livello generale sia per quanto riguarda la situazione attuale, sia per quanto riguarda le previsioni per il prossimo trimestre.

Tra i settori merceologici, si conferma positivo, come anche a livello nazionale, l’andamento dell’Agroalimentare, sia per quanto riguarda la situazione a settembre, sia per quanto riguarda le previsioni per il prossimo trimestre. Positiva anche la situazione e le attese nel settore dell’Edilizia.
Incertezza per quanto riguarda la situazione nell’Abbigliamento. L’Industria del legno ricalca grosso modo l’andamento registrato a livello generale. Preoccupazione, invece, per il settore Metalmeccanico, sia per la situazione a settembre, sia per quanto riguarda le previsioni per il prossimo trimestre.

Nei dodici mesi precedenti gli imprenditori confermano di aver effettuato investimenti principalmente, nella Ricerca e Innovazione e nella Realizzazione-ampliamento di immobili, oltre all’Informatica di gestione in Nuove linee di produzione. Nei prossimi dodici mesi le imprese confermano l’intenzione di investire principalmente in Ricerca e Innovazione, nella realizzazione di nuovi immobili o nell’ampliamento di quelli esistenti e nell’Informatica di gestione

Le imprese confermano che il maggiore ostacolo nella realizzazione degli investimenti risulta essere la difficoltà nel reperire risorse umane qualificate.
Altri ostacoli rilevanti risultano l’Insufficiente livello della domanda attesa (segno che il momento di difficoltà dell’economia continuerà anche nei prossimi mesi), le difficoltà amministrative e burocratiche e la Difficoltà a reperire terreni e immobili.
Dall’indagine emerge che oltre il 42% delle imprese incontra difficoltà elevata o molto elevata nel reperire personale e solo il 5,56% non trova nessuna difficoltà. La difficoltà a reperire risorse umane si conferma anche il maggior ostacolo alla realizzazione di investimenti aziendali (23,66%).
Questo elemento non è in contraddizione con la situazione di crisi in atto, ma indica la necessità per le imprese di poter contare anche nei momenti di difficoltà su personale qualificato soprattutto in area tecnica.

All’indagine hanno risposto 164 aziende associate di varie dimensioni su 401 (40,9%; questo dato si riferisce al numero di aziende associate al momento in cui è stata effettuata l’indagine); le risposte appaiono, nel complesso, sufficientemente rappresentative dell’industria della provincia di Rimini.

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