sabato 23 febbraio 2019
In foto: Sul 'tourbillon' di aneddoti, voci e retroscena della vita di Federico Fellini che si é fatto intenso in questi giorni, in cui ricorre il decennale della morte del regista riminese, l'assessore alla Cultura del Comune di Rimini Stefano Pivato ci propone una riflessione che pubblichiamo:
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lun 27 ott 2003 11:28 ~ ultimo agg. 00:00
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Non ho mai conosciuto Federico Fellini. Devo però confessare che in queste ultime settimane, alla vigilia delle celebrazioni per il decimo anniversario della scomparsa del maestro, è come se all’improvviso la vita privata di Fellini non avesse per me alcun segreto. Neanche il più recondito.
In realtà sono stato avvicinato da una enorme quantità di persone (chi per telefono, chi per lettera, chi a voce) che mi hanno rivelato fatti, curiosità, episodi “segreti”, particolari- imbarazzanti- su vita e morte.
Chi lo ricorda durante l’infanzia, chi durante l’adolescenza, chi durante la giovinezza e, poi, più avanti negli anni sino ad arrivare ad aggredire persino l’estremo passo. E tutta questa orda di amici è pronta a dichiararsi vero e unico interprete del “pensiero” felliniano. Come chi, pochi giorni fa, si dichiarava “uno dei pochi” ad avere conosciuto veramente Fellini citando a testimonianza il fatto che al maestro piacevano “i passatelli e la marmellata cotogna” (Sic).

Presunti amici, presunte amanti, presunti interpreti, presunti e basta. Anzi presuntuosi. Il decimo anniversario della scomparsa del maestro è anche questo festival del cattivo gusto, questa disgustosa melassa fatta di gossip e sensazionalismo di quart’ordine.

Anche perché la cosa curiosa è rappresentata dal fatto che nessuna, dico nessuna, di queste persone nel corso delle conversazioni mi ha ricordato non dico una sequenza ma neppure un titolo di un film di Fellini.

Insomma è come se parlando di Dante anziché essere rapiti dalla bellezza dei versi della “Divina Commedia” ci chiedessimo se il “sommo poeta” abbia o meno fornicato con Beatrice.

Allora mi dichiaro ancora più orgoglioso di non avere conosciuto Federico Fellini. Di non essere stato suo “amico”. Almeno, quando penso ai suoi capolavori, non mi viene in mente la marmellata (cotogna). Almeno, quando guardo i suoi film, penso di essere di fronte ad uno dei grandi geni del Novecento e non davanti alla pellicola di un “compagno di merende”.

L’Assessore alla Cultura

del Comune di Rimini

Oggi, raggiunto telefonicamente, Pivato a confermato i contenuti della sua riflessione.

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