domenica 20 gennaio 2019
In foto: Una trasferta senza speranza. Oggi una nutrita rappresentanza di bagnini riminesi è scesa a Roma per protestare contro gli aumenti ai canoni demaniali previsti dalla Finanziaria. Ma già ieri era arrivata la conferma: contro i rincari, niente da fare.
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mer 29 ott 2003 19:15 ~ ultimo agg. 00:00
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I canoni demaniali per gli operatori balneari aumenteranno del 300%: la misura era stata annunciata da settimane, e ieri è arrivata la conferma: nel maxiemendamento del Governo non c’era nessuna smentita a quanto previsto.
La marcia di protesta dei bagnini riminesi di oggi a Roma, ricevuti solo da figure secondarie del Ministero, ha solo aumentato l’amarezza. Un’amarezza evidente nelle parole di Giorgio Mussoni, presidente del sindacato Oasi Confartigianato di Rimini, raggiunto durante il ritorno dalla capitale.

I bagnini si sentono vittime di un pregiudizio che li dipinge come quelli che hanno sempre fatto gli affari migliori con il turismo. Siamo già gli unici ad avere l’IVA al 20% – ricorda Mussoni, che prospetta uno scenario nero: che succederà quando l’ombrellone costerà più della pensione? Fatta ormai la legge, le proteste vanno in archivio. Se la sabbia diventerà davvero un lusso, ce lo diranno i listini prezzi della prossima stagione.

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