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Rimini

Una delegazione in Terra Santa per consegnare 10.000 € per aiuti umanitari

In foto: Da Rimini un aiuto concreto per la Terra Santa. L’assessore alle Pari opportunità del Comune di Rimini Antonella Beltrami e il presidente del consiglio comunale Cesare Mangianti, hanno consegnato 10.000 euro come aiuti umanitari ad una associazione umanitaria palestinese.
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gio 11 set 2003 13:06 ~ ultimo agg. 00:00
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Il finanziamento, consegnato direttamente due giorni fa in un incontro a Hebron, sarà utilizzato per pagare lo stipendio per un anno un medico.
Durante la visita sono stati siglati anche degli accordi per promuovere l’artigianato di Betlemme a Rimini durante fiere o mercatini, in collaborazione con una cooperativa palestinese, e sono in programma due borse di studio con l’università di Betlemme per un master sul turismo da svolgersi all’Università di Rimini.
Al ritorno la delegazione italiana è stata trattenuta per ulteriori controlli, terminati con l’apposizione di un bollino rosso sul passaporto, che Israele assegna alle persone ritenute pericolose. Mangianti ha già inviato all’ambasciatore Israeliano in Italia e al Primo Ministro Berlusconi una lettera dove lamenta il trattamento subito all’aeroporto di Tel Aviv.
La delegazione italiana intende tornare presto in Palestina per portare nuovi aiuti. Sentiamo l’assessore Antonella Beltrami, Assessore alle Pari Opportunità del Comune di Rimini.

Il testo della lettera inviata dal Presidente del Consiglio Comunale di Rimini, Cesare Mangianti, all’Ambasciatore dello Stato d’Israele in Italia e- per conoscenza- al Presidente del Consiglio dei Ministri, Silvio Berlusconi, al Ministro degli Affari Esteri, Franco Frattini, e all’Ambasciatore dello Stato Italiano in Israele.

Illustrissimo Ambasciatore,

il mio nome è Cesare Mangianti e ricopro la carica di Presidente del Consiglio Comunale di Rimini.
Con la presente desidero metterLa a parte di uno sgradevole e, a mio avviso, grave episodio accaduto nella giornata di martedì 9 settembre 2003 allorché all’aeroporto israeliano di Tel Aviv mi apprestavo, insieme all’Assessore del Comune di Rimini Antonella Beltrami, a tornare in Italia dopo aver portato a termine una missione umanitaria in terra di Palestina. Ho naturalmente acconsentito come tutti alla richiesta del personale addetto di mostrare il contenuto di una mia valigia ma quando al suoi interno è stata notata la presenza di depliant curati da ‘The union of palestinian medical relief’ (organizzazione medica e paramedica non governativa il cui unico compito è portare aiuti sanitari nei luoghi devastati dal terrore) sono stato oggetto- e come me la delegazione riminese- di una lunghissima (oltre tre ore) perquisizione personale e a un vero e proprio interrogatorio mirante a conoscere la provenienza del materiale cartaceo. Domanda a cui non ho ritenuto lecito rispondere.
L’imbarazzante situazione è venuta improvvisamente a cessare quando ho chiesto di potere parlare con l’Ambasciatore italiano a Tel Aviv. E nonostante abbia spiegato a chiare lettere che i depliant dell’organizzazione medica palestinese restano necessari per portare avanti al meglio i progetti di cooperazione internazionale sui quali si impegna il Comune di Rimini, alcuni di questi sono stati sequestrati e mai restituiti. Particolare secondario: nella perquisizione è stato danneggiato fino a renderlo inservibile un mio effetto personale.

Illustrissimo Ambasciatore, mi rivolgo a Lei perché tali situazioni- incoerenti con i principi di una Nazione democratica e più simili ai metodi di uno Stato di polizia- non abbiano più ad accadere nei confronti di tutti coloro i quali hanno come unico obiettivo quello di alleviare il dolore e la tragedia di interi Popoli.
La informo in questo senso che il Comune di Rimini, attraverso l’Assessorato competente e la Presidenza del Consiglio Comunale, ha intenzione nonostante quanto accaduto di non interrompere il filo umanitario con i bisognosi della Palestina, definendo nei prossimi mesi un altro viaggio nei territori.

Con rispetto, distinti saluti.

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