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Cronaca Rimini

Caso patenti facili: le autoscuole negano accordi 'sotterranei'

In foto: Continua a far discutere a Rimini il caso delle patenti facili. Nuove accuse sono state lanciate ieri da alcuni degli arrestati durante i primi interrrogatori.
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mar 2 set 2003 12:52 ~ ultimo agg. 00:00
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Se Pietro Ferrante, il dipendente della motorizzazione arrestato sabato, ha fatto scena muta ieri durante gli interrogatori, Adele Montanari, dipendente della scuola sotto inchiesta, accusa le autoscuole di aver messo in piedi una sorta di cartello per aiutarsi a vicenda, uniformando anche le tariffe.
Ieri sera intanto, nei locali della scuola guida Fabbrini, molti dei titolari delle autoscuole riminesi si sono riuniti per fare il punto sulla questione, che – dicono – li ha colti di sorpresa. I responsabili delle scuole guida riminesi negano l’esistenza di un cartello per uniformare i prezzi dei corsi, mentre esisterebbe, invece, un mutuo soccorso tra “colleghi” in caso di incidenti con i mezzi delle scuole. Intanto anche la Federconsumatori di Rimini ha deciso di approfondire la vicenda.

Domani sera è previsto un nuovo incontro dei titolari delle scuola guida della provincia di Rimini che aderiscono all’Unasca, l’unione nazionale delle autoscuole. Nel frattempo alcuni titolari delle scuole guida hanno già avuto contatti con un avvocato bolognese che si occupa di antitrust per legittimare la propria posizione.

Per domani è già previsto un nuovo incontro tra le autoscuole riminesi che aderiscono all’associazione nazionale delle scuola guida UNASCA. Roberto Fabbrini si fa portavoce della posizione delle autoscuole riminesi: “E’ stato un fulmine a ciel sereno – spiega – non ne sapevamo niente. Gli esami continueranno come sempre, senza l’esaminatore sotto accusa. E i prezzi -aggiunge – sono concorrenziali, ognuno ha i suoi e non esistono cartelli”.