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Rinaldi (Daphne): ‘La gente dovrà abituarsi a convivere con la mucillagine’

AmbienteRegione

19 agosto 2002, 08:25

in foto: "Dal 1729 a oggi sono una trentina le segnalazioni sulla comparsa di mucillagini in Adriatico. E non saranno le ultime. Credo che la gente dovrà abituarsi a questa convivenza". Per Attilio Rinaldi, direttore della struttura oceanografica Daphne della Regione Emilia Romagna, quindi, questa nuova ondata che da giugno interessa diverse coste adriatiche non sarà l'ultima.

“L’aumento della temperatura – spiega Rinaldi – e la conseguente diminuzione della portata delle correnti in Adriatico, rallenta il ricambio facilitando la stagnazione delle acque e quindi la loro venuta a galla, complici i fondali bassi”.
“Dal 1988, anno della loro recente ricomparsa – prosegue Rinaldi – sono state ben sei le sue apparizioni. Dal fenomeno non sono immuni però neppure il Tirreno, come il mare di Sicilia, che sono però protetti dalla profondità dei loro fondali”.
Non
nociva per l’habitat marino, men che meno per la salute di chi vi si immerge, “non si tratta di eutrofizzazione provocata dall’uomo”: questa massa gelatinosa di polisaccaridi pieni di
zuccheri crea problemi solo a bagnanti e pescatori “che issano reti solo piene di mucillagini”.
Quando nel 1990 apparvero in massa, si disse che il problema era frutto del surriscaldamento dei fondali, complici la mancanza di mareggiate e di piogge abbondanti, acqua che questa estate è invece piovuta in abbondanza. “Il problema non sono le piogge – sottolinea Rinaldi – ma le mareggiate, che bisogna vedere nella loro
globalità nell’arco dell’anno, non nell’estemporaneità dell’eccezionalità come avvenuto questa estate”.
Solo il tempo, quindi, può aiutare a tenere le mucillagini lontane
dalle spiagge. “A giugno sono comparse in Croazia e in Friuli, poi via via sono scese verso l’Emilia Romagna. A Cesenatico, ieri mattina, nel porto canale si avevano ancora delle tracce – conclude – poi si è alzato il vento e adesso non si vedono
più”.

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