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Banda delle ‘tre campanelle’ agiva in A14 e soggiornava sulla costa

CronacaRegione

1 agosto 2002, 17:29

in foto: Truffavano soldi agli automobilisti in sosta nelle aree di servizio autostradali con il gioco delle "tre campanelle", ma quando le potenziali vittime si accorgevano del tranello, arrivavano ad estorcere con la forza il denaro, rubare il portafogli e minacciare pesantemente il malcapitato di turno.

I carabinieri del Comando di Meldola hanno
disarticolato una pericolosa banda, composta interamente da napoletani, che agiva da tempo nelle aree di servizio di Bevano e Santerno lungo la A14.
Dieci le persone arrestate, altre sette quelle ricercate in tutta Italia, oltre a quattro
denunciate a piede libero. Le ipotesi di accusa sono rapina, estorsione e truffa. Tutti i colpiti dai provvedimenti restrittivi, meno uno, hanno pesanti precedenti penali, sino all’omicidio e al sequestro di persona.
Sono stati sequestrati anche 13.500 euro e alcune vetture di grossa cilindrata. Le indagini, coordinate dal Pm Filippo Santangelo, hanno permesso di appurare che la banda era composta interamente da membri o parenti stretti della famiglia Tubelli, originaria di Napoli.
Al vertice l’anziano patriarca, Umberto Tubelli, ma a
gestire di fatto l’organizzazione era il maggiore dei suoi tre figli, Biagio. Il gruppo agiva solamente nelle aree di servizio della carreggiata sud, quella frequentata dai turisti in viaggio verso le vacanze, con ancora tutti i soldi in tasca.
Le ore
preferite erano quelle dalle 6 alle 9 di mattina. Dapprima il gruppo, suddiviso tra chi reggeva il gioco e falsi giocatori, cercava di truffare l’ingenuo di turno col gioco delle tre campanelle. Se questi non abboccava e la “giornata di lavoro” era stata
scarsa, il malcapitato veniva minacciosamente circondato e in pochi secondi gli venivano sottratti i soldi, lasciandogli solamente l’importo necessario per pagare l’autostrada.
I militari hanno stimato che il clan poteva in una sola giornata arrivare ad incassare circa 5mila euro. Finito il
lavoro il gruppo soggiornava in lussuosi appartamenti e ville in prevalenza sulla Riviera Romagnola, dove sono stati eseguiti la gran parte degli arresti e dove gli investigatori hanno trovato
anche i “registri contabili” della banda.

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