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Altro che discoteche: i veri nottambuli sono i consiglieri comunali …

PoliticaRiccione

2 agosto 2002, 11:43

in foto: Seduta fiume quella del consiglio comunale di Riccione di ieri sera, conclusasi intorno alle 4 del mattino dopo discussione anche accese. Pomi della discordia la vendita delle farmacie comunali e l’approvazione di un ordine del giorno sull’ospedale Ceccarini:

le avvisaglie di una seduta tutt’altro che tranquilla si erano avute fin dall’inizio, quando si discuteva della vendita del 75% della società che gestisce le farmacie comunali.
La ditta aggiudicataria è la Aspes di Pesaro che ha presentato un’offerta di 6 milioni e 750 mila euro in contanti e con la garanzia di almeno 5 assunzioni in cinque anni e di non licenziare nessuno per almeno 8 anni. Il ricavato della vendita sarà utilizzato dall’amministrazione per finanziare interventi straordinari come il palacongressi.
L’opposizione ha accusato di aver svenduto le farmacie, peritate almeno un milione di euro in più. La delibera è stata approvata a maggioranza anche con i voti di Forza Italia e di AN, che invece hanno votato contro quando si è deciso di ratificare un protocollo con la provincia di Rimini per i contenitori culturali.
Approvato a maggioranza con l’astensione della minoranza il regolamento per la definizione dei criteri per l’ammissione alle scuole d’infanzia ed ai centri estivi. Toni accesi infine, con scambio di accuse reciproche tra maggioranza, opposizione e sindaco al momento di approvare un ordine del giorno sull’ospedale Ceccarini per l’istituzione di una commissione permanente sulla sanità.
Sono stati presentati tre diversi ordini del giorno: uno del sindaco, che è stato poi approvato, uno da FI e AN, respinto, e uno da parte di Rifondazione Comunista che prima della votazione l’ha ritirato ed è uscita dall’aula per protesta.

Il Comune di Riccione è entrato inoltre a far parte della società consortile “Agenzia per l’innovazione nell’amministrazione e nei servizi pubblici locali srl”.
La delibera di adesione alla società è stata approvata ieri dal Consiglio comunale con il voto favorevole dei gruppi di maggioranza e l’astensione delle forze consigliari di opposizione. La partecipazione comporta la sottoscrizione di una quota di capitale sociale di 2.066 euro.

L’Agenzia per l’innovazione nell’amministrazione e nei servizi pubblici locali è stata costituita nel 1998 dai Comuni di Pesaro, Arezzo e Perugia per sviluppare processi di innovazione nell’organizzazione delle pubbliche amministrazioni e nelle società di servizi favorendo lo scambio e il trasferimento di competenze e progetti tra i soci.

L’attività – informa il Comune di Riccione – si svolge attraverso studi e ricerche, consulenza tecnica e di mercato per la realizzazione di progetti di innovazione, con particolare riguardo per i modelli organizzativi, il controllo di gestione, la formazione di amministratori, dirigenti e personale della pubblica amministrazione.

Assicura ai partners, nell’ambito dello scambio di competenze, l’accesso ai risultati e al know-how acquisiti nelle varie attività di ricerca e di sviluppo dei processi di innovazione, con un servizio di supervisione e certificazione della qualità dei progetti svolti autonomamente dai singoli soci, promuovendone la diffusione sul mercato.

Ai Comuni soci è richiesto di identificare gli interventi di consulenza e ricerca da commissionare all’Agenzia, di tradurli in un programma triennale con una apposita convenzione e di supportare lo sviluppo della società consortile con la partecipazione attiva degli amministratori e dei dirigenti alla direzione strategica e al controllo delle attività.

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