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Rimini

Torna la tavola di B. Coda in Duomo: sabato la presentazione

In foto: E’ ritornata a Rimini, nella Cattedrale – Tempio Malatestiano, la tavola dipinta da Benedetto Coda, raffigurante la Discesa dello Spirito Santo sulla Vergine e sugli Apostoli:
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lun 27 mag 2002 18:31 ~ ultimo agg. 00:00
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Commissionata nel 1518 per l’antica Cattedrale di S. Colomba, la grande tavola da molti decenni non era più visibile al pubblico; è stata accuratamente restaurata, per opera di Marisa Caprara, sotto la supervisione del Soprintedente ai Beni Artistici e Storici Iadranka Bentini, con il contributo economico della Banca Popolare dell’Emilia Romagna.
Sabato in Sala Manzoni alle 18 è in programma la presentazione pubblica, con il seguente programma:
· Saluto del Vescovo
· Saluto del Dott. Angelo Marconi, Vice Presidente della Banca Popolare dell’Emilia Romagna
· Pier Giorgio Pasini: “L’opera e il suo autore”
· Iadranka Bentini, Soprintendente ai Beni Artistici e Storici: “Il restauro”
Sul numero del settimanale “Il Ponte” del 19 maggio il Prof. Piergiorgio Pasini riferisce la storia di questa tavola di Benedetto Coda e il suo profondo legame con la Cattedrale di Rimini.
La tavola, infatti, fu commissionata nel 1518 dal Capitolo della Cattedrale per l’altar maggiore della cripta dell’antico Duomo, S. Colomba, che fu poi distrutto in seguito all’occupazione dei soldati di Napoleone.
L’antica Cattedrale, riferisce Pasini, era dedicata a S. Colomba. Ma a quale Colomba? La santa vergine e martire di Sens (ora in Francia) o il “simbolo” dello Spirito Santo? Molti indizi fanno pensare allo Spirito Santo: un documento del 1015 attesta una donazione del Vescovo ai canonici della Cattedrale in onore dello Spirito Santo “cui vocabulum est Sancte Columbe” (= il cui nome è Santa Colomba).
Quando la funzione e il titolo di Santa Colomba passò al Tempio Malatestiano, anche il quadro di Benedetto Coda fu trasferito nella nuova sede, nella Sacrestia dei Canonici, dove rimase fino al 1924. Poi fu collocato nei locali adiacenti del complesso S. Francesco, adibito a Pinacoteca Comunale, fino al 1940; da tale data la grande pala non era più visibile al pubblico.
Ora, restaurata, durante la Veglia di Pentecoste, è ritornata nella “sua” Cattedrale, a richiamare, anche come “segno” di importanza storica e religiosa, la continuità con l’antica Cattedrale di Rimini e con la sua probabile dedicazione allo Spirito Santo.
Benedetto Coda, figlio di un pittore trevisano o veneziano, nacque nella seconda metà del sec. XV. Dal 1495 è documentato a Rimini; muore nel 1535. Il Vasari lo vuole scolaro di Giovanni Bellini; è comunque evidente lo stile veneziano nelle sue opere. Alcune sue opere sono nel Museo della Città, a Rimini.
Altri della famiglia furono pittori, come il figlio Bartolomeo, con opere nel riminese (es. a S. Rita), in Romagna, nel pesarese e in Dalmazia.

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di Maurizio Ceccarini
di Redazione