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Demanio marittimo: anche il WWF contro la nuova legge al voto domani

In foto: Dopo Legambiente, anche il WWF si schiera contro il progetto di legge al voto domani in Consiglio Regionale che prevede il passaggio della competenza del demanio marittimo dalla Regione ai Comuni e alle provincie.
Il comunicato del WWF:
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mar 7 mag 2002 18:40 ~ ultimo agg. 00:00
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Le nostre spiagge sono in pericolo: un progetto di legge regionale, iscritta al voto nel Consiglio regionale di domani, sposterà la competenza in materia di demanio marittimo dalla Regione Emilia-Romagna ai Comuni e alle Province.
Il WWF Emilia-Romagna esprime preoccupazione per le conseguenze di questo provvedimento legislativo.
“Il demanio marittimo- dice Massimo Bolognesi, presidente regionale WWF- costituisce un patrimonio naturale di inestimabile valore, perché è costituito da un delicato e complesso concatenamento di ecosistemi marini, fluviali e terrestri. Queste aree sono importanti non solo da un punto di vista ambientale ma anche dal punto di vista paesaggistico. È evidente che per tutelarle è necessaria una visione globale del territorio, funzione questa istituzionalmente svolta dalla Regione”.
“Con questo progetto di legge- continua Bolognesi- la visione d’insieme verrà inevitabilmente frammentata nelle ben più ristrette visioni locali dei Comuni, con il pericolo che la salvaguardia e la tutela possano essere svendute alle pressioni economiche dei privati interessati”.
Il progetto prevede inoltre che l’estensione delle spiagge libere non scenda al di sotto del venti per cento del litorale comunale. Per il WWF si tratta di una scelta estremamente limitativa, ben poca cosa considerando che la spiaggia è bene di tutti, senza considerare che nel testo di legge non viene specificato come determinato questo venti per cento, se in maniera realmente fruibile o completamente parcellizzato.
Il WWF solleva molti dubbi sulla reale volontà della Regione di tutelare i propri patrimoni naturali e reputa l’adozione del provvedimento in aperto contrasto con gli indirizzi previsti per queste aree dalle Direttive Europee.

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di Andrea Polazzi