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Convegno sulla pillola RU486: gli assessori Grelli e Beltrami puntualizzano

In foto: Gli assessori alle Pari Opportunità del Comune e della Provincia di Rimini, Catherine Grelli e Antonella Beltrami, rispondono con un comunicato congiunto alle polemiche suscitate dall'opuscolo di presentazione del convegno sulla pillola abortiva RU486 in programma a Rimini. L'intervento dei due assessori:
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mar 14 mag 2002 11:30 ~ ultimo agg. 00:00
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Ogni volta che si affronta il tema dell’interruzione di gravidanza si corre sempre il rischio di accendere le polemiche.
Non era e non è questa la nostra intenzione. Ciò che la Provincia ed il Comune di Rimini si sono proposti di fare è di riflettere, con un approccio scientifico e presidiato eticamente, sulle esperienze mediche europee in riferimento all’utilizzo del farmaco RU486 per l’interruzione non chirurgica della gravidanza.
Com’è noto questo farmaco è in uso da tempo nei principali paesi europei (ma non in Italia), dall’Inghilterra alla Francia, dalla Germania alla Spagna, e dall’anno scorso è stato autorizzato anche negli Stati Uniti.
In Italia l’interruzione della gravidanza è disciplinata dalla Legge 194, che affida allo Stato, in tutte le sue articolazioni, il compito di provvedere alla sua applicazione e di garantire alle donne ogni strumento migliorativo possibile.
Promuovendo un momento di confronto su queste tematiche, non vogliamo puntare il dito contro nessuno. Né contro le pubbliche amministrazioni, né tanto meno contro l’AUSL, che a nostro avviso in questi anni si è mossa in maniera attenta ai dettami della legge.
Ci interessa, piuttosto, offrire un’occasione di dialogo sereno tra tutti e ci auguriamo che non vi sia chi voglia approfittarne per avanzare critiche del tutto strumentali, e ci dispiace se alcune espressioni contenute nella presentazione del convegno abbiano urtato le sensibilità delle persone.
Non era nostra intenzione farlo. Nel merito, si tratta di portare a conoscenza delle donne, attraverso un’informazione scientificamente corretta, questa ulteriore opportunità che la scienza offre; è ovvio ribadire che tutto deve rimanere nell’ambito della legge, rispettandone rigorosamente le procedure a cominciare dal ricorso ai consultori. Al di là di ogni aspetto moralistico, in Italia l’interruzione di gravidanza è legale e, finalmente, oggi si parla anche di un diverso metodo abortivo, alternativo a quello chirurgico tradizionale.

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di Redazione