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Contro la prostituzione: il bilancio del progetto 'Oltre la strada'

In foto: Il progetto Regionale "Oltre la strada", attivo dal '96 e mirato al recupero di prostitute, presenta il bilancio: in 5 anni di attività sono stati più di 30mila i contatti in strada, 4mila gli accompagnamenti ai servizi socio-sanitari.
(nella foto Gianluca Borghi, assessore regionale alle Politiche Sociali)
www.regione.emilia-romagna.it
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gio 23 mag 2002 13:45 ~ ultimo agg. 00:00
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1500 le accoglienze e prese in carico di ragazze, più di 530 le denunce; la media annuale registra 500 programmi di protezione sociale attivati, 250 inserimenti socio-lavorativi di ragazze, oltre 120 operatori sociali occupati.
Il progetto consiste in una serie di azioni tese a contrastare lo sfruttamento a fini sessuali delle donne e minori straniere. “Con ‘Oltre la strada 2002’ – afferma Gianluca Borghi, assessore regionale alle Politiche Sociali – la Regione intende proseguire nella sua azione di contrasto dello sfruttamento sessuale di donne e minori che in questi anni ha portato, quale concreto risultato, la presa in carico di circa 1500 persone. Questo in attesa che il Governo, mentre da un lato eroga finanziamenti per la tratta di donne e minori immigrate, chiarisca la propria linea di intervento sul tema della prostituzione in generale”.
L’intervista a Borghi, a cura dell’Ufficio Stampa della Regione.
Il progetto “Oltre la strada” si avvale delle possibilità garantite dall’art. 18 del Testo unico sull’immigrazione che prevede l’attivazione di percorsi di protezione e integrazione sociale per coloro che decidono di uscire da situazioni di violenza, sfruttamento e coercizione da parte di organizzazioni criminali.
Anche quest’anno il Dipartimento per le pari opportunità ha concesso alla Regione Emilia-Romagna il finanziamento del progetto per un ammontare di 421.351,36 euro (815.850.000 lire).
La quota erogata dal Dipartimento corrisponde al 70% dei fondi di cui disporrà quest’anno il progetto che si avvarrà anche del cofinanziamento di 180.579,15 euro garantiti in parti uguali dalla Regione e dagli altri enti territoriali.
“Oltre la strada” si basa su una rete regionale in cui 12 tra Comuni. Aziende Usl e Consorzi Socio-sanitari gestiscono sub-progetti territoriali e si avvalgono a loro volta di una rete locale che coinvolge 62 soggetti (organizzazioni del terzo settore, sindacati, enti di formazione, enti pubblici).
I percorsi di protezione e integrazione sociale consistono in attività di accoglienza, alfabetizzazione, formazione e inserimento lavorativo.
Tra le azioni innovative che verranno realizzate nel 2002 ci sarà la creazione di un Centro Risorse Accoglienza che si occuperà del monitoraggio delle strutture abitative a disposizione del progetto a livello regionale e che si farà carico dell’ottimizzazione dei posti disponibili.

DATI DEL 2001
Nel 2001 sono state 532 le donne prese in carico dai progetti di accoglienza, di queste 252 sono state inserite al lavoro. La maggior parte viene impiegata come personale alberghiero e nella ristorazione (21,5%), come addetta alle pulizie (19,1%), come operaia (14,4%), come colf (13,9%), come assistente di base (9,8%), come commessa (4,1%).
Le nazioni di provenienza delle ragazze costrette a prostituirsi sono prevalentemente Nigeria (42,1%), Moldavia (30,9%), Ucraina (22,7%), Albania (14,9%), Romania (15,5%), ex Urss (5,1%); seguono esigue percentuali riferite a donne provenienti da altri Paesi dell’Est Europa, dall’Africa e anche dall’Italia.
L’età è compresa per il 59% tra i 18 e i 24 anni, per il 24% tra i 25 e i 29 anni; solo il 10% ha oltre 29 anni. Il 7% è minorenne.
In Emilia Romagna sono 260 le donne che hanno denunciato gli sfruttatori e 277 hanno ottenuto permessi di soggiorno per protezione sociale.

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