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Allarme smog: male i dati, si annuncia un autunno di targhe alterne

In foto: Targhe alterne dal lunedì al venerdì dal 1° ottobre al 31 marzo nelle principali città della Provincia, per tutti i veicoli non catalizzati, oppure, un giorno di stop -forse il giovedì- per tutti i veicoli:
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ven 24 mag 2002 17:42 ~ ultimo agg. 00:00
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sono le due proposte di un accordo che la Regione sottoporrà alle province e alle città capoluogo di provincia, come misure di prevenzione all’inquinamento dell’aria che ha già creato allarme in più di una occasione negli ultimi mesi. Ma sarà solo Rimini o anche altre città dovranno fare i conti con il problema delle micropolveri (PM10), che ha imposto lo stop alla circolazione della auto dei riminesi?
L’assessore provinciale all’Ambiente, Cesarino Romani, ha parlato oggi di un problema di “area vasta”, presentando i dati della ricerca commissionata ad Arpa sulla qualità dell’aria, dai risultati non confortanti: oltre a Rimini, anche Bellaria, Riccione, Santarcangelo, san Giovanni in Marignano e Cattolica sono centri dove, in prossimità delle strade con più traffico, il PM10 si impenna. La soglia stabilita per legge fissa a 50 il limite da non superare: la postazione mobile dell’Arpa ha valutato che ci sono aree di tutte queste città dove la media annuale del PM10 arriva anche fino a 100; e molti altri, dove si assesta tra 60 e 80. Situazione comunque allarmante. Mentre Rimini, come comune capoluogo, sarà chiamato a firmare l’accordo regionale per le misure precauzionali, forse già entro la fine del mese, gli altri comuni potrebbero anche decidere di non farlo; rischiano però che la decisione sia loro imposta, assunta in loro vece dalla Regione (che potrebbe anche delegare questo ruolo non gradevole alla Provincia).
E Rimini? La centralina che rileva il PM10, è al parco Marecchia (posizione stabilita in base ad accordi e criteri di collocamento della Regione), abbastanza lontana dal grande traffico: ma dall’inizio del 2002, già per 33 volte il livello del PM10 è salito oltre la soglia di 65 microgrami per metro cubo: secondo la legge, un valore così alto è accettato fino a 35 volte in un anno, e poi scattano contromisure automatiche.
Non resta che invocare pioggia e vento: gli unici alleati naturali in grado di disperdere gli inquinanti dell’aria (oltre al PM 10, anche benzene, ozono, e biossido d’azoto). E…. cominciare a prepararsi a pedalare.
L’assessore Cesarino Romani.

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di Redazione   
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