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Ventimila euro per l’ispettore calunniato

CronacaRimini

24 aprile 2002, 08:50

in foto: Le false accuse di quello che per anni era stato il ‘re’ incontrastato della prostituzione austriaca in riviera erano costate all'ispettore capo della Polizia di Stato Mario Domenico Di Clemente, all'epoca dirigente dell'ufficio Stranieri del Commissariato di Rimini, nove giorni di cella, risarciti con 50 milioni per ingiusta carcerazione:

il suo accusatore, Jovan Gabrowski, era stato quindi condannato a due anni di carcere per calunnia ma a soli 5 milioni di lire di risarcimento danni. Ma dopo 5 anni di attesa, in secondo grado quei cinque milioni di lire sono diventati 20 mila euro.
All’ epoca, il giudice del tribunale di Rimini aveva infatti ravvisato nella conduzione ufficio da parte dell’ ispettore un comportamento colposo, avendo omesso di informare i propri superiori che Gabrowski era un informatore di un suo collega, Daniele Marseglia, finito anch’egli ingiustamente in carcere.
Era il 27 marzo del ‘97 e i difensori ricorsero in appello per la parte della sentenza inerente il risarcimento danni. Dopo cinque anni, ieri i giudici di secondo grado, non ravvisando alcun comportamento colposo dell’ispettore capo ora in forza alla Questura di Teramo, hanno disposto che il risarcimento danni passi a 20 mila euro.

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