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Il Consiglio Comunale approva la fusione Amir-Sis: il commento di Ravaioli

PoliticaRimini

3 aprile 2002, 09:18

in foto: Il Consiglio Comunale di Rimini ha detto sì alla fusione tra Amir e Sis: nella lunga seduta di ieri, conclusasi intorno alle 11.40, è arrivato l’atteso e discusso voto sulla nascita di Adria, la nuova società di servizi:

la maggioranza si è dimostrata compatta: i sì sono stati 22 contro 16 no. Solo il verde Starnini e Rifondazione Comunista non hanno votato a favore della delibera. E’ stata approvata anche l’immediata esecutività.

Il sindaco di Rimini Alberto Ravaioli ha diffuso su questo tema un commento che pubblichiamo:

“L’approvazione della delibera sulla fusione tra Amir, Sis e Servizi Città rappresenta un fatto nuovo e importante su una scala assai più vasta di quella cittadina. Diventa realtà ciò che sino a pochi anni or sono pareva un sogno destinato a rimanere tale a causa di una frammentazione di interessi che a volte celava solo il rifugiarsi in un campanilismo di maniera: pensare in termini di omogeneità provinciale non limitandosi a porre il tema in autorevoli anche se ristretti consessi politici ma realizzando quell’unificazione dei servizi primari in grado di portare benefici tangibili prima di tutto ai cittadini.

Con l’assenso del Consiglio Comunale alla fusione tra Amir, Sis e Servizi Città si è dunque celebrata una svolta, chiarendo una volta per tutte come sia possibile agire in efficace coordinamento e con reciproca soddisfazione tra Comuni diversi, con l’obiettivo di far crescere la provincia in competitività e servizi.

Voglio però ribadire un altro aspetto altrettanto importante, vale a dire come la maggioranza, soprattutto nella componente dei Ds e della Margherita, abbia ancora dato prova di compattezza messa davanti a un’operazione che- per complessità e delicatezza- era logico e ‘necessario’ facesse discutere. E sottolineo quell’ancora visto che in appena dieci mesi di governo sono stati portati a compimento progetti e programmi la cui perigliosa vicenda precedente pareva fatta apposta per deprimere anche il più ottimista. Sulle questioni strategiche la maggioranza ha dimostrato in definitiva un’unità d’intenti lodevole, cementata dal rispetto di un programma elettorale inteso sempre come patto siglato con i riminesi.

Il dibattito sulla fusione è stato talvolta difficile, altre stimolante. Non ho mai posto aut aut sulla delibera, anzi ho chiesto più volte negli incontri succedutisi che i rappresentanti in Consiglio delle forze politiche del centro sinistra e di Rifondazione Comunista votassero secondo coscienza, avendo ben presenti le conseguenze della decisione non sulle carriere personali ma sulla città di Rimini e sull’intera provincia. Personalmente non ho avuto timore a confrontarmi con i legittimi dubbi di alcuni consiglieri, ritenendo questi un contributo sostanziale a una discussione di tale rilevanza; con la stessa franchezza che contraddistingue i rapporti all’interno della maggioranza, dico che non sono riuscito a capire sino in fondo le perplessità di forze politiche che in altri Comuni sulla stessa delibera hanno tenuto un atteggiamento diverso.
Non accetto invece i metodi di chi, sia nella maggioranza che nell’opposizione, ha voluto spingere la leva della paura e dell’insinuazione destabilizzante.”

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