martedì 11 dicembre 2018
In foto: Ogni provvedimento regionale avrà un marchio doc al femminile. E ogni assessore dovrà impegnarsi a rispondere alla domanda: quanto fate per le donne e quanto fate perché tutte le persone - uomini o donne - abbiano le stesse opportunità?
(nella foto l'assessore Mariangela Bastico)
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ven 8 mar 2002 17:17 ~ ultimo agg. 00:00
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Dalla Giunta regionale dell’Emilia-Romagna arriva una proposta di legge per “valorizzare le politiche di genere e definire gli strumenti di parità” e l’assessore al lavoro, formazione e pari opportunità Mariangela Bastico da oggi apre una linea di comunicazione on line per sollecitare idee, proposte, suggerimenti. Letto il progetto (sul sito www.regione.emilia-romagna.it), chi ha qualcosa da dire potrà farlo via e-mail (lavoro_form@regione.emilia-romagna.it).
“Abbiamo bisogno delle idee e dell’esperienza delle donne che lavorano in Regione e che da anni si misurano quotidianamente con i pregi ed i difetti della ‘macchina’ istituzionale – spiega Mariangela Bastico -. Abbiamo bisogno delle idee e delle esperienze delle donne impegnate nelle istituzioni dell’Emilia-Romagna, nelle associazioni, nella società. Chiedo a tutte un aiuto, una collaborazione per fare sì che su questo terreno la Regione compia scelte giuste ed utili”.
La proposta – consegnata in questi giorni alle amministratrici regionali, provinciali e comunali e a tutte le donne impegnate nelle associazioni – delinea un “piano d’azione” finalizzato a garantire pari libertà e opportunità di scelta. “La Giunta – è scritto nella proposta – si impegna a dare una lettura di genere a tutte le sue politiche e a valutare l’impatto che le stesse avranno sugli uomini e le donne”. Una scelta che cambierà l’organizzazione interna dell’ente regionale, attraverso una vera e propria rete di “presidi” in grado di controllare al femminile gli atti e verificare i risultati.
“La battaglia che le donne hanno portato avanti in questi anni ha dato grandi risultati – spiega l’assessore regionale -. Ma bisogna fare di più per affermare concretamente il principio delle pari opportunità: nelle istituzioni, nel lavoro, nella vita sociale. Noi stiamo già investendo molto sulla formazione, il 10% delle risorse a disposizione nei prossimi cinque anni. Stiamo rafforzando la rete dei servizi alla famiglia, anche con strumenti innovativi e più flessibili. E abbiamo scelto di sostenere progetti, pubblici e privati, che aiutino le donne a conciliare i tempi di lavoro e i tempi di vita. Con questa proposta vogliamo estendere il nostro impegno, chiedendo la collaborazione di tutte e di tutti”.

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di Redazione
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