domenica 16 dicembre 2018
In foto: Sul modo di parlarne si può discutere, ma il fenomeno esiste: sembra questo il senso delle repliche suscitate in riviera dall’inchiesta sulle droghe legate al mondo della notte pubblicata ieri dal Corriere della Sera. Nell’inchiesta sono citate due discoteche di Riccione e Misano come centri dello spaccio:
(nella foto il sindaco di Riccione Daniele Imola)
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mar 12 mar 2002 12:20 ~ ultimo agg. 00:00
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“Non ci stiamo più ad essere sempre il riferimento per questi fenomeni – ha subito protestato il sindaco di Riccione Imola, che ha sottolineato i passi avanti nel controllo e nella prevenzione e ha ricordato che “quello che si trova a Riccione si trova anche a Milano, Roma o Bologna”.
Il primo cittadino della Perla Verde chiede invece rispetto per chi ha il coraggio di contrastare il fenomeno con scelte anche difficili, come chiudere locali.

Che il fenomeno ci sia non lo nasconde neanche Sergio Pioggia, presidente regionale del sindacato dei locali da ballo. Pioggia sospetta la malafede di chi ha voluto fare nomi, ma coglie l’occasione per riflettere sul problema, invitando le famiglie a non lasciare tutte le responsabilità alle istituzioni o ai gestori dei locali.

Il fenomeno è in crescita: lo rilevano i dati del Corriere della Sera e lo confermano gli operatori del settore. E da più parti si chiedono interventi di prevenzione a monte, per far sì che i ragazzi percepiscano davvero la pericolosità dell’ecstasy e di altre droghe sintetiche come lo Special K, una delle novità più devastanti sul mercato. Ma quali sono i canali giusti per agire in questo senso. Sergio Semprini, responsabile del SERT di Rimini, vede pochi segnali positivi in vista.

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