martedì 18 dicembre 2018
In foto: La qualità come leva strategica utile alle imprese turistiche per affrontare le profonde evoluzioni del mercato turistico nazionale ed internazionale. E' l'indicazione che emerge dal "VI Rapporto dell'Osservatorio Turistico Regionale", realizzato da Unioncamere Emilia-Romagna e presentato alla Bit in corso fino a domenica alla Fiera di Milano:
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ven 22 feb 2002 22:01 ~ ultimo agg. 00:00
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Di fronte a un 2001 molto soddisfacente, con un incremento del 2,8% (corrispondente a circa 1,3 milioni di presenze in più rispetto al 2000), l’offerta ricettiva dell’ Emilia-Romagna ha necessità di ricercare metodi e forme di accoglienza sempre più attrattivi. Nel bilancio complessivo, la parte principale spetta ovviamente al comparto balneare, con più di 40 milioni di presenze (l’incremento è del 3,1%, pari a un milione 125mila), ma all’insegna del successo sono anche settori come quello delle città d’arte (+2,3%) e termale (+1,6%), con segnali positivi ed una sostanziale stabilità anche dell’Appennino che arresta la regressione degli ultimi anni.
Della clientela che sceglie la Riviera come meta di vacanza, 32,4 milioni sono italiani. L’ indice di fidelizzazione è pari
all’80%, quindi particolarmente indicativo del livello dell’offerta, alimentata, accanto a quelli tradizionali, anche da nuovi flussi, in particolare dall’est dell’Europa e dal ritorno dei turisti svizzeri ed inglesi. Fenomeno nuovo è il boom del bed and breakfast, passato dai 136 posti letto del 2000 ai 1.068 del 2001 con un aumento del 700%: gli effetti della nuova legge regionale di settore si sono fatti sentire positivamente.
Gran parte dei turisti arrivati in Emilia-Romagna nel 2001 è tedesca e quindi di particolare significato è l’indagine
motivazionale sulla clientela germanica di cui si è cercato di comprendere, quale utile indicatore, le ragioni di interesse per il prodotto costa e per il sistema di ospitalità. A favorire la crescita del settore turistico nel 2001, definito l’anno dei record, ci sono state, secondo il Rapporto, l’efficacia della promozione, ma soprattutto la continua evoluzione e qualificazione di un sistema di accoglienza e
ricettività: tra il 1999 ed il 2001 sono state rinnovate e riqualificate circa la metà delle strutture alberghiere della Riviera. L’offerta ha quindi raggiunto un livello con standard ancora più elevati grazie al miglioramento della proposta extra-alberghiera, con eventi e manifestazioni (con l’esplosione della vacanza ‘sportiva’).
Qualità quindi come strumento per essere competitivi e su questo aspetto si sofferma la seconda parte del rapporto, incentrata su alcune ricerche mirate a valutare in che misura questo aspetto si stata introdotto nel sistema turistico regionale. Attraverso l’analisi di case history, si è cercato di approfondire comportamenti imprenditoriali legati a politiche
di sviluppo. Si è poi cercato di verificare le problematiche esistenti dal lato dell’offerta sul mercato delle seconde case.
Tutti questi aspetti sono stati approfonditi nella tavola rotonda, moderata da Claudio Pasini, Segretario Generale Unioncamere Emilia-Romagna, che ha fatto da contorno alla presentazione del volume. La qualità va intesa anche come dato soggettivo, che si esplica nella soddisfazione della clientela,
nella percezione del ‘vissuto’ della vacanza. Ecco perché, ha
sottolineato Lanfranco Morri, Presidente Apt Servizi Emilia-Romagna, occorre fare di tutto perché tutti gli elementi che compongono la vacanza (dalle possibilità di svago al ritorno) portino il cliente ad essere soddisfatto e a ritornare.
Tutto questo implica scelte più ampie in quella direzione (sistema mobilità, accesso alle città, parcheggi ecc.). Una indicazione condivisa negli interventi dei vari relatori. Concludendo i lavori Guido Pasi, assessore al Turismo e Commercio dell’Emilia-Romagna, ha precisato che “occorre attuare politiche di natura strutturale” che portino a “investire in gradevolezza”, utilizzando gli strumenti normativi a disposizione. Citando alcuni esempi, l’ assessore ha precisato come occorra arrivare ad estendere i piani d’area ai
sistemi turistici locali. Con una politica che, attraverso una regolamentazione dei contributi, non sia standardizzata, ma specifica per progetti.
Concludendo i lavori, l’assessore Pasi ha sottolineato il contributo di uno strumento come il Rapporto dell’Osservatorio Turistico Regionale che, con la sua puntualità permette di stare al passo nell’affrontare in tempo reale l’evolversi continuo del segmento. Il VI Rapporto è stato curato da Claudio Pasini, Segretario generale, e Fabrizio Casalini, dell’Ufficio Studi di Unioncamere Emilia-Romagna. Si
sviluppa in 245 pagine ed è stato edito da Franco Angeli.
Viene distribuito alle Pubbliche Ammministrazioni, alle Associazioni di categoria, ed è disponibile per una consultazione on-line sul sito di Unioncamere Emilia-Romagna. Sono allo studio incontri di presentazione nelle provincie e nelle singole realtà locali.

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