martedì 18 dicembre 2018
In foto: Ieri pomeriggio la Provincia ha promosso una seduta consiliare aperta sul tema del passaggio dell'Ente Fiera Rimini in Spa, con la partecipazione della Provincia. Si è parlato anche di scuola. Pubblichiamo il resoconto della seduta:
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ven 22 feb 2002 09:15 ~ ultimo agg. 00:00
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PUNTO 1 ALL’ORDINE DEL GIORNO.

“Il Consiglio deve essere fino in fondo coinvolto in un avvenimento importante come la trasformazione dell’Ente Fiera in spa.” Così il presidente Fabbri ha introdotto il ‘punto 1’ all’ordine del giorno “Comunicazione del presidente della Provincia sulla trasformazione dell’Ente Fiera in spa”.
“E’ utile che vi sia un passaggio attento all’interno dei Consigli comunali e provinciali – ha proseguito Fabbri – Nel fare ciò, abbiamo preparato una delibera di Consiglio attestante la volontà di non recedere dalla trasformazione che è in corso.”
Di seguito, il presidente dell’Ente Fiera, Lorenzo Cagnoni, ha illustrato il progetto, ricordando i passi già compiuti.
“Il quadro legislativo è preciso – ha illustrato Cagnoni – e prevede che la trasformazione avvenga entro determinati tempi. L’approvazione deve avvenire al massimo entro il 14 di marzo, gli atti successivi hanno un percorso formale obbligato.”
“Se la trasformazione in spa è obbligatoria per legge – ha quindi precisato – la fase successiva è quella che coinvolge direttamente il mondo imprenditoriale: la privatizzazione.”
Infatti, la legge regionale non si accontenta della trasformazione della veste giuridica, ma prevede, accanto alla quota pubblica, anche una quota privata. La legge della Regione Emilia-Romagna è l’unica a prevederlo.”
“Politicamente è importante chiedersi il ‘perché’ della privatizzazione – ha affermato Cagnoni – quali obiettivi di sviluppo si vogliono raggiungere. Abbiamo proiettato le nostre prospettive fino ad arrivare al decennio, per cercare di capire quali mercati può raggiungere la nostra impresa.”
Il business plan fieristico prevede di passare da 54 miliardi di lire ad oltre 190 nel 2010. L’evoluzione avverrà attraverso ‘l’autoproduzione’ delle fiere, senza limitarsi solo ad ospitare eventi, ma creandone (sempre più) in proprio.
Saranno inglobati anche servizi ‘paralleli’ all’avvenimento fieristico. Da questi servizi (catering, parcheggi, ecc.) potranno scaturire importanti risorse.
“Il quartiere fieristico – ha concluso Cagnoni – in due tappe (2005/2007), intende arrivare a 75.000 mq d’area. Ricordiamo che Milano Fiera vuole raggiungere i 200.000 mq. Con questi progetti, con simili realtà, bisognerà misurarsi. Se non si riesce a comprendere il quadro in evoluzione, si rischia di non valorizzare gli investimenti fatti.”
E’, quindi, vitale l’individuazione di nuovi partner, interessati allo sviluppo a lungo termine. L’obiettivo immediato è quello della quotazione in borsa entro i 24 mesi. Ma la proprietà del 51% dovrà rimanere pubblica.
Nella prima operazione, quella dell’aumento del capitale, puntiamo sul ‘fare sistema’ con altri quartieri fieristici (Bologna è molto sensibile a questa collaborazione strategica).
“Solo nella terza fase (probabilmente 2007/2008) – ha inoltre ricordato Cagnoni – la quotazione pubblica potrà ridursi fino a diventare minima. Ma questo quando, ormai, il sistema avrà raggiunto stabili garanzie.”

“Si è raggiunta, finalmente, la fase evolutiva necessaria per un grande complesso fieristico, tra i primi in Italia – ha commentato il consigliere Alberto Gnoli, capogruppo Forza Italia – La trasformazione è naturale: quando una realtà raggiunge migliaia di interlocutori, diventa necessario creare le condizioni per diventare qualcosa di diverso da un ente. La legge individua questa trasformazione nella spa.”
“Ma – ha precisato Gnoli – occorre ricordare alcuni ‘paletti’. A grandi costi devono corrispondere risultati certi. Questo, a parere della minoranza, è possibile solo attraverso l’entrata di validi partner privati. E’ fondamentale, quindi, che il ‘pubblico’ ceda, progressivamente, il passo al ‘privato’. Altrettanto importante è che, ricordiamo il nascente complesso riccionese, tutte le componenti siano messe a sistema. Su tutto questo chiediamo alla Giunta provinciale un concreto impegno politico.”
“Siamo solo all’inizio di un lungo percorso – ha replicato il presidente Fabbri – La Giunta ha voluto subito coinvolgere il Consiglio. Noi vogliamo essere protagonisti della trasformazione. Non intendiamo abdicare in favore di nessuno. Confermiamo l’impegno a voler proseguire e sostenere la trasformazione in tutte le sue fasi. L’opinione della Giunta è quella di avere il passo giusto, né lungo, né corto. Andare troppo velocemente alla riduzione della quota pubblica sarebbe pericoloso rispetto ad un investimento così importante per la comunità riminese.”
“Usciamo oggi dai blocchi di partenza – ha concluso Fabbri – con la coscienza forte di non poter escludere nessuno da una questione tanto importante.”

Nel successivo dibattito, la consigliera Maria Laura Angelotti (capogruppo Movimento Politico Forza Italia) ha espresso contrarietà sulla forma di presentazione della delibera in oggetto, ma parere favorevole sulla rilevanza politica del percorso intrapreso. La dichiarazione di voto è stata di astensione.
Dopo le dichiarazioni di voto favorevole dei consiglieri Antonio Magnani (capogruppo DS) e Giuseppe Sanchini (capogruppo Il Quadrifoglio) si è proceduto alla votazione della delibera.
La proposta è stata approvata a maggioranza (astenute le consigliere Maria Laura Angelotti e Samantha Coelati Rama), 14 i votanti.

PUNTO 2 ALL’ORDINE DEL GIORNO.

Il capogruppo Forza Italia Alberto Gnoli ha illustrato l’ordine del giorno: “La scuola è un patrimonio essenziale che va difeso!”
Sono intervenuti al dibattito Maria Laura Angelotti (capogruppo Movimento Politico Forza Italia), che ha espresso parere favorevole sull’OdG, e i consiglieri Gabriele Bianchini (I Democratici) e Antonio Magnani (capogruppo DS), che si sono, invece, dichiarati contrari (Angelotti, Bianchini e Magnani hanno suggerito un passaggio in Commissione consiliare). Anche Maria Flora Fabbri (Forza Italia) ha espresso interesse per un eventuale passaggio in commissione.
L’assessore alla Scuola Massimo Pironi ha ricordato l’autonomia dei dirigenti scolastici, chiamati ad essere co-protagonisti della gestione scolastica. Si è dichiarato, inoltre, favorevole ad un passaggio dell’OdG in Commissione.
La proposta dell’OdG è quindi stata rinviata ad una seduta consiliare successiva al passaggio in II Commissione Consiliare.

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di Redazione
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