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Spazi per i giovani: Don Andrea Turchini replica all’assessore Buldrini

Rimini

22 gennaio 2002, 11:49

in foto: “E’ positivo che il Comune si interessi finalmente dei giovani e dell’offerta di spazi a loro favore: siamo interessati a collaborare con iniziative e spazi offerti dal Comune. L’Assessore Buldrini (nella foto) ci lascia però perplessi quando parla di ambiti e iniziative cattoliche che non sarebbero aperte a tutti, e di iniziative laiche che invece lo sarebbero a priori”:

Don Andrea Turchini, direttore dell’Ufficio di Pastorale Giovanile della Diocesi, ha preso carta e penna e ha firmato una lettera insieme alla segreteria dell’ufficio, che rappresenta tutte le realtà impegnate nel mondo giovanile della Diocesi, per puntualizzare l’affermazione dell’Assessore alle Politiche Giovanili del Comune di Rimini Vittorio Buldrini, rilasciata nel Filo Diretto di Radio Icaro di giovedì scorso.
L’assessore affermava che il Centro sociale che verrà costruito in via della Gazzella “è un’esperienza che parte aperta a tutti, e non è così per ogni altra esperienza. Non so se un ambito aggregativi cattolico – continuava l’assessore – è aperto a chi pensa in modo molto laico…”.
Per don Andrea Turchini, la strada della collaborazione non parte dalla svalutazione delle esperienze diverse dalla propria; il sacerdote riminese rispetta le attività proposte dall’assessore Buldrini, e attende di vedere come sarà gestito il nuovo centro sociale per capire quali collaborazioni instaurare.
“L’esperienza di molti decenni di impegno nel mondo giovanile espresso dalle associazioni cattoliche, dall’Agesci alla Gioc, dall’Azione Cattolica, dalla Papa Giovanni a Comunione e Liberazione, e dalle parrocchie con gli oratori, le società sportive – scrive Don Andrea – ci sembra testimoni una presenza accogliente, senza pregiudizi, aperta al confronto, ricca di una proposta che ha aiutato a crescere tante persone che oggi, da adulti, si rifanno a quei valori pur non aderendo in modo sistematico alla realtà ecclesiale.”

Di seguito pubblichiamo il testo integrale della lettera di Don Andrea Turchini:

Rimini 21 gennaio 2002

Spettabile direzione di Radio Icaro
e per conoscenza al Sindaco di Rimini

La segreteria dell’Ufficio di Pastorale Giovanile della Diocesi di Rimini, che rappresenta le realtà della Diocesi impegnate nel servizio educativo dei giovani, riunitasi in data odierna, ha deciso di intervenire in risposta ad alcune affermazioni fatte dall’Assessore alle politiche giovanili Buldrini ai microfoni della vostra radio nel “Filo Diretto” di giovedì 17 gennaio u.s.

Premettiamo che siamo contenti che il Comune di Rimini si interessi finalmente dei giovani e dell’offerta di spazi a loro favore, ma rimaniamo molto perplessi di fronte a certe affermazioni che ci sembra non rendano giustizia a tanto impegno educativo espresso dal mondo ecclesiale e cattolico più in generale.
In particolare rimaniamo piuttosto allibiti quando l’assessore afferma che nell’ambito delle realtà ecclesiali e delle parrocchie in specifico non troverebbero accoglienza e addirittura verrebbero discriminate persone portatrici di opinioni differenti, e che solo nei centri sociali gestiti dal Comune possono andare davvero tutti senza difficoltà.
L’esperienza di molti decenni di impegno nel mondo giovanile espresso dalle associazioni cattoliche (AGESCI, GiOC, Azione Cattolica, Associazione Papa Giovanni XXIII, Comunione e Liberazione – solo per citare le più numerose sul nostro territorio) e ancora di più dalle Parrocchie con gli oratori, le società sportive, le aggregazioni più varie, ci sembra testimoni una presenza accogliente, senza pregiudizi, aperta al confronto e al dialogo, ricca di una proposta che ha aiutato a crescere tante persone che oggi, da adulti, si rifanno a quei valori pur non aderendo in modo sistematico alla realtà ecclesiale.
Siamo ancora di fronte all’antica ideologia secondo cui ciò che è cattolico non può essere per tutti, mentre lo è ciò che è laico? In questo senso alcuni illustri esempi di centri sociali citati dall’assessore (Leoncavallo, ecc.) non ci sembra che siano sempre stati, anche negli ultimi anni, modelli di tolleranza e di dialogo sia verso le istituzioni, sia verso chi la pensava in modo diverso. Tutti possono sbagliare!
Che il Comune si impegni per offrire spazi di aggregazione ai giovani è senz’altro una cosa lodevole, ma non crediamo che si possa aumentare il valore della proposta denigrando o svalutando chi, senza così cospicui finanziamenti pubblici, ma basandosi per lo più sul volontariato e utilizzando strutture edificate con il sacrificio e l’impegno di tanti genitori, sta lavorando da anni con e a fianco ai giovani, a tutti i giovani.
Se ci possiamo permettere con semplicità di dare un consiglio, a partire dalla nostra esperienza, ci sentiamo di dire che insieme a degli spazi occorre mettere a disposizione delle persone adulte e significative che, insieme con i giovani elaborino dei progetti che insegnano ad edificare un mondo nuovo, persone adulte che stanno accanto ai giovani non con un fare paternalistico o demagogico, ma con fiducia e attenzione nel valorizzare tutto quel positivo di cui i giovani sono da sempre portatori.

Il direttore, don Andrea Turchini
e la segreteria dell’UPG

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