domenica 20 gennaio 2019
In foto: Passare dai 26 milioni di euro di fatturato attuale ai 95 milioni di euro del 2010, con una crescita a 44 milioni di euro già nel 2002. E’ questo uno dei dati del business plan 2001-2010 dell’Ente Fiera di Rimini presentato questa mattina dal suo presidente Lorenzo Cagnoni:
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mer 16 gen 2002 14:31 ~ ultimo agg. 00:00
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la scelta di una previsione a dieci anni è dettata – ha spiegato Cagnoni – dalla necessità di rispondere agli obblighi di legge previsti per la trasformazione in Spa e dall’obiettivo di essere quotati in borsa nel secondo quinquennio
“La direzione di marcia – ha tenuto a sottolineare il presidente – è di divenire sempre più organizzatori fieristici, oltre che gestori di un quartiere, di aumentare le collaborazioni con partner esterni e di rafforzare il rapporto con altre fiere, in primis quella di Bologna”.
All’aumento di fatturato corrisponde un margine operativo lordo che passa da 7 milioni di euro a 44 milioni di euro con una percentuale di crescita dal 28% del 2001 al 47% del 2010.
In aumento anche la superficie espositiva vendibile; dai 43mila metri quadri attuali si passerà nel 2005-2006 a 70mila metri quadri, con un più 80%, che porterà Rimini a competere sempre più sul mercato internazionale.
Cagnoni non nasconde le difficoltà del mercato dopo lo scossone internazionale seguito all’11 settembre, ma è sicuro che la Fiera si avvicina alla fase di privatizzazione potendo dimostrare che imprese a proprietà pubblica non sono condannate a “bilanci improbabili e gestioni traballanti”. Sentiamo il presidente di Riminifiera.

E’ stata presentata questa mattina anche la nuova campagna pubblicitaria dell’Ente Fiera che apparirà sulla stampa nazionale, regionale e locale, con un’anteprima venerdì prossimo su “Panorama” e “l’Espresso”. Obiettivo della campagna, che costerà quasi 500 milioni, è quello di parlare del quartiere fieristico riminese contestualizzandolo nel suo territorio e nei servizi che esso offre. Non a caso a fianco alle potenzialità della Fiera sono ricordati i punti di forza della provincia e della Repubblica di San Marino; dall’ospitalità alla ricezione alberghiera, dai ristoranti ai locali notturni.
“E’ una campagna – ha sottolineato Cagnoni – che passa per la fiera, ma interessa l’intero territorio. Pensiamo che alla spesa di 1 lira di un operatore all’interno del quartiere, corrisponde all’esterno un indotto di 10-12 lire.”

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