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No al casinò anche dai Comunisti, dai Verdi e Rifondazione

PoliticaRiccione

31 gennaio 2002, 20:09

in foto: No al casinò: alle voci degli assessori della giunta riccionese Francesco Cavalli e Corrado Savoretti si aggiungono quelle del direttivo del Partito Comunista italiano, e in un comunicato congiunto, del partito del Verdi e di Rifondazione comunista. I Comunisti italiani motivano il loro no al casinò “per ragioni etico-culturali:

“il casinò alimenta la diffusione di una concezione di vita votata al primato del denaro e al guadagno scisso dal lavoro”. Dal punto di vista politico, argomenta il Direttivo dei comunisti, ci possono essere altre opportunità turistiche diverse dal casinò; le scelte di un’amministrazione di centrosinistra, continua il Direttivo, non possono assumere come unico criterio il business: è proprio su questo che si misura la differenza con la destra”, concludono.
Sulla stessa line anche i Verdi e Rifondazione: la Giunta proponga “modelli di sviluppo fortemente positivi, quali il lavoro, favorire l’intrapresa dei propri cittadini, garantirne la sicurezza, senza mettere a rischio il tessuto sociale della città”. Come il “caso Vanna Marchi”insegna, la “voglia di soldi facili fa perdere la testa alle persone”, concludono Verdi e Rifondazione.

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