martedì 22 gennaio 2019
In foto: E’ Babele, la città dove i linguaggi e le differenze si intrecciano, il luogo simbolico di un progetto teatrale che si immerge nel mondo del disagio psichico cercando di valorizzarne la creatività.
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mar 8 gen 2002 18:42 ~ ultimo agg. 00:00
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Inizierà giovedì alle 21 a Pianoterra con lo spettacolo “Prove aperte di documentazione psichiatrica” di Danilo Reschigna “Mirando Babele – ragionamenti sul disagio psichico” che proporrà fino a maggio una serie di appuntamenti dedicati al rapporto tra drammatizzazione e malattia, con l’intento di sondare la meraviglia della diversità creativa dei malati. Un progetto che vede la collaborazione di Provincia, comuni della costa, teatri e compagnie del territorio e Ausl di Rimini e Cesena.
E proprio agli operatori sanitari, di comunità e alle famiglie che sperimentano la convivenza con il malato psichico sarà affidato il prologo degli spettacoli. Il 22 aprile è inoltre in programma una tavola rotonda dal titolo “Famiglia, comunità e disagio psichico”. A Rimini ogni anno sono oltre 4mila le persone che si rivolgono ai servizi di salute mentale dell’Ausl. Ci parla del progetto Mirando Babele Giampiero Piscaglia, direttore artistico del Teatro Novelli di Rimini.

In prima linea impegnati nel progetto ci sono anche gli operatori sanitari dell’Ausl, come ci conferma Angelo Fioritti, responsabile del Programma Salute Mentale della Azienda Sanitaria riminiese.

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