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Il Comune informa: la risposta alla petizione di Confcommercio

Santarcangelo

11 gennaio 2002, 16:29

in foto: In relazione alle petizioni sottoscritte dalle rappresentanze sindacali di alcune aziende santarcangiolesi, nonché alla raccolta di firme promossa dalla Confesercenti, il sindaco Mauro Vannoni e l’assessore al Bilancio Anita Tognacci hanno inviato ai firmatari una risposta che pubblichiamo integralmente:

in riferimento alle iniziative da Voi intraprese con le quali veniva espressa contrarietà e promossa una raccolta di firme sulla manovra di bilancio adottata da questo Comune, vorrei precisare quanto di seguito.

Il decentramento amministrativo avviato gli anni scorsi ha determinato un consistente passaggio di competenze e funzioni verso le amministrazioni locali, a cui non ha seguito un’adeguata assegnazione di risorse.

Con la Finanziaria 2002 il Governo taglia i trasferimenti a Comuni e Province e accentua il carattere punitivo e centralistico della sua politica nei confronti degli enti locali, in palese violazione dei più elementari principi di federalismo, di autogoverno e di autonomia finanziaria.

Non è nostra intenzione scaricare su altri responsabilità che ci competono, ma ritengo doveroso dare informazione del contesto finanziario e politico nel quale gli enti locali sono chiamati a definire i propri bilanci e invitare tutti i soggetti interessati: forze politiche e sociali, organizzazioni sindacali e di categoria e chiunque lo voglia fare, a interpretare le scelte di bilancio operate tenendo conto anche di questo contesto di riduzione dei trasferimenti erariali e di crescenti difficoltà finanziarie per tutti gli enti locali.

Nonostante ciò abbiamo approntato un bilancio che si caratterizza per avere:
· impostato una manovra che tenesse insieme investimenti, mantenimento e qualificazione della spesa sociale, corretta politica delle entrate, ricercando un pur difficile equilibrio che non penalizzasse i ceti più deboli e le famiglie;
· mantenuto e, in alcuni casi, aumentato i servizi qualificandoli;
· messo a punto, in ambito sociale, di un sistema di servizi unanimemente riconosciuto tra i più avanzati della Provincia;
· proseguito nell’impegno, portato avanti in questi ultimi anni, di lotta all’evasione fiscale e alla costruzione di un sistema tributario equo;
· perseguito strategie che garantiranno, anche in prospettiva, un bilancio di spesa corrente sano ed equilibrato.

A fronte di tutto ciò sul versante della entrata abbiamo, nostro malgrado, deciso di applicare l’addizionale IRPEF. Ma un tale doloroso provvedimento è stato accompagnato dal blocco delle tariffe relative ai servizi a domanda individuale; dal contenimento rispetto alla prima formulazione dell’aumento della COSAP; dalla riduzione dell’ICI sulla prima casa dello 0,3 per mille, che passa dal 5,4 al 5,1 per mille.

Su questa imposta, che rappresenta la più significativa voce delle entrate dirette dei comuni, abbiamo poi inteso mantenere l’attuale diversificazione delle aliquote e il riconoscimento di ulteriori detrazioni ai cittadini con basso reddito o in disagio sociale che, a nostro parere, rappresenta un importante elemento di equità.

Non va dimenticato infine che attualmente il Comune di Santarcangelo si colloca, a livello provinciale, tra i Comuni con le aliquote più basse e le detrazioni più alte.

Detto questo, francamente ci risulta difficile comprendere fino in fondo l’atteggiamento di chi disconoscendo un patrimonio di servizi, di azioni positive, di cultura dell’amministrare, in queste ultime settimane si è attestato su posizioni di principio avendo, di fatto, come solo obiettivo l’eliminazione dell’Irpef.

Eppure da un’attenta verifica delle piattaforme rivendicative sindacali elaborate a livello provinciale, abbiamo avuto modo di registrare tanti punti di convergenza così come di condivisione dell’analisi e delle soluzioni.

Comprendiamo e rispettiamo le posizioni del sindacato che rappresenta una parte significativa della società, così come le associazioni di categoria che, attraverso interventi e incontri, hanno dato il loro contributo alla definizione del bilancio.

Ma agli amministratori spetta il compito di verificare le compatibilità, conciliare gli interessi, comporre se possibile i dissensi e, alla fine, spetta il dovere di fare delle scelte e assumere decisioni nell’interesse generale della collettività per un suo armonico sviluppo, avendo cura di salvaguardare le fasce più deboli della popolazione.

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