giovedì 24 gennaio 2019
In foto: L' Associazione Papa Giovanni XXIII di Rimini ha organizzato per i1 1 febbraio a Roma un convegno sul tema “Prostituzione. Parliamone sul serio”, nel quale sarà presentato un pacchetto di interventi, che evitino di cadere nella trappola della legalizzazione.
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mar 15 gen 2002 19:39 ~ ultimo agg. 00:00
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“La stragrande maggioranza degli italiani – afferma don Oreste Benzi, presidente dell’Associazione – non si rende conto della sciagura che si abbatterebbe sulla nazione se venisse legalizzata la prostituzione e venissero riaperte le case chiuse o venisse data la possibilità di organizzarsi in cosiddette cooperative, che non sono altro che case di prostituzione sotto un altro nome. Lo Stato legalizzerebbe lo sfruttamento, poiché qualsiasi struttura in cui venisse esercitata la prostituzione sfrutterebbe le donne. Verrebbe data la possibilità al racket di poter utilizzare un mezzo efficiente per sfruttare la prostituzione”.
Il sacerdote riminese è anche fortemente critico nei confronti della realtà che va delineandosi a Venezia. “L’ assessore Caccia di Venezia – afferma don Benzi – non vuole accorgersi quale via apre alla criminalità con il progetto zoning. Il sindacato di polizia e’ prontamente intervenuto denunciando l’ iniziativa del Comune di Venezia, perché qualora fosse attuata incrementerebbe il racket. L’ Italia in questo momento, in stragrande maggioranza, vuole ripetere l’ errore di vari Paesi europei i quali, invece di difendere il bene sacro della donna, l’ hanno ridotta ad un oggetto alla mercé della criminalità.
Perché Venezia, che ha una storia gloriosa – conclude don Benzi – vuole essere la prima ad iniziare un cammino che la coscienza umana profondamente rifiuta? Perché non seguire il primo esempio nella storia di liberazione di tutte le schiave del sesso in Italia?”.

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