mercoledì 12 dicembre 2018
In foto: Un pedalò, o qualcosa di analogo, solcò il tratto torinese del Po nell’estate del 1946. L’aveva costruito Giovanni Tradito, allora 26enne artigiano. L’idea era buona e lo strano mezzo nautico funzionava ma luogo e momento si rivelarono sbagliati.
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mer 2 gen 2002 16:16 ~ ultimo agg. 00:00
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Tradito aveva unito due galleggianti con un telaio e vi aveva issato una sorta di bicicletta. Brevettò la “bicicletta per la marcia sull’acqua” il 14 agosto 1946 e, pieno di speranze, cercò chi investisse nell’impresa. Invano. Quando la scorsa estate lesse su “La Stampa” del successo del pedalò di un altro artigiano romagnolo, Michelangelo Petrucci, ebbe un sussulto. Così Tradito rivendicò educatamente, sempre attraverso “La Stampa”, il proprio ruolo nella storia del popolare mezzo nautico. Ne nacque un curioso confronto, che trovò anche ospitalità su alcune televisioni nazionali.
Tradito e Petrucci, che si sono “affrontati” sempre in modo elegante e leale, saranno ospiti della tensostruttura allestita dal Comune di Bellaria Igea Marina in piazza Matteotti venerdì alle 21. Con loro, nel ruolo di “moderatore del dibattito” ci sarà Maurizio Ferrini, il comico cesenate che negli Anni Ottanta “vendeva” improbabili pedalò nella trasmissione di Arbore “Quelli della notte”. La serata è sponsorizzata dal Centro Nautico Adriatico (che ancor oggi, dopo trent’anni, produce pedalò). L’ingresso è libero.

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di Roberto Bonfantini
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