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Casa di lavoro di Castelfranco Emilia: Regione e Comuni chiedono chiarimenti

In foto: Gli amministratori di Regione e Comuni chiedono al Ministro della Giustizia, Castelli, un chiarimento in merito alla legittimità e opportunità delle notizie divulgate dalla stampa nazionale e regionale, secondo cui la casa di lavoro di Castelfranco Emilia starebbe per diventare un ente affidato alla Comunità di San Patrignano per la cura e la riabilitazione dei tossicodipendenti.
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gio 10 gen 2002 18:04 ~ ultimo agg. 00:00
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Gianluca Borghi, assessore regionale alle Politiche Sociali, Aldo Fabozzi, provveditore regionale all’amministrazione penitenziaria, il sindaco di Castelfranco Emilia Fausto Galetti, l’assessore alle Politiche Sociali del Comune di Modena Alberto Caldana, il direttore dell’Istituto penitenziario di Modena e la direttrice dell’Istituto penitenziario di Saliceta, in un incontro hanno ribadito la necessità di rispettare i contenuti dell’accordo sottoscritto tra Governo e Regione Emilia-Romagna il 5 marzo ’98, accordo che prevede già la creazione di un istituto a custodia attenuata a Castelfranco Emilia.
In particolare il protocollo è stato approvato dalla Giunta regionale con delibera n.1998/279 del 10 marzo ’98 e pubblicato sul Bollettino ufficiale della Regione Emilia-Romagna dell’8 aprile ’98. Il protocollo è l’esito del lavoro congiunto dell’Amministrazione penitenziaria e della Regione, che hanno coinvolto nella progettazione gli Enti locali e le Ausl. Gli amministratori sottolineano come il protocollo sia tuttora in essere e non sia mai stato posto in discussione in alcuna sua parte dal Governo. Inoltre sono già state definite anche le modalità che individuano nelle Asl, in particolare nei Sert, le funzioni di cura e riabilitazione dei tossicodipendenti detenuti, come viene ribadito esplicitamente nel Testo Unico 309/90, all’articolo 96.
Gli amministratori rilevano come in ogni caso risulti grave inosservanza istituzionale da parte del Ministro della Giustizia Castelli divulgare, attraverso pubbliche esternazioni, ipotesi di progetti non discussi né concordati con gli Enti locali interessati, per giunta in presenza di consolidati accordi di diverso tenore.

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