domenica 18 agosto 2019
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In foto: Un corso per degustatori di acque minerali, da affiancare ai sommelier e proporre così al consumatore un consiglio professionale anche nella scelta dell'acqua che consumiamo a tavola. L' obiettivo è di arrivare a proporre nei ristoranti una "carta delle acque minerali" accanto a quella dei vini.
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lun 21 gen 2002 18:42 ~ ultimo agg. 00:00
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A ideare il corso è l’Adam (Associazione degustatori acque minerali); l’iniziativa, riservata a maitre d’hotel, albergatori, ristoratori e cultori della gastronomia, si terrà il 28 e 29 gennaio al Grand Hotel di Rimini e al termine tutti i partecipanti riceveranno un attestato di “Degustatore Acqua Minerale di 1/a”. Fra i tanti argomenti che verranno trattati:
indicazione sulla composizione e sulle azioni delle acque minerali, le norme da seguire in un pubblico esercizio servendo l’acqua minerale, le nozioni essenziali per riconoscere e distinguere le varie acque minerali, consigli e suggerimenti per un corretto abbinamento acqua-cibo.
“Non esiste un’acqua uguale a un’altra – spiegano all’associazione – e ognuna possiede proprietà e indicazioni ben precise, in grado di rispondere alle personali esigenze di ciascun consumatore. Il nostro palato, con un po’ di pratica, è in grado di percepire chiaramente il diverso sapore fra un’acqua e un’altra. Le differenze dipendono dalla mineralizzazione dell’acqua, sia qualitativa che quantitativa, e vengono
influenzate anche dal pH e dalla percentuale di anidride carbonica disciolta”.
“Al ristorante – rileva l’Adam – chiediamo acqua minerale, ma la sola distinzione che ci viene proposta è “gassata” o
“naturale”, dimenticando che le acque minerali sono tutte naturali. E generalmente, quando acquistiamo una bottiglia di acqua minerale, scegliamo in base al prezzo o all’immagine pubblicitaria. Ma non sono questi i parametri corretti”.

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