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Vertice Fao. Commenti e reazioni allo spostamento

Rimini

10 ottobre 2001, 19:43

in foto: Il vertice Fao non si terrà a Rimini. Forse non si terrà proprio, e verrà rinviato a data da destinarsi. Il cambiamento di programma, è stato ufficializzato questa mattina, dopo una riunione che ieri sera ha visto confrontarsi i vertici della Fao con il Governo italiano. Troppo incerto lo scenario internazionale:

tanto da consigliare, con tutta probabilità, di rimandare il summit di un intero anno. Queste le voci ufficiose di oggi: a novembre, probabilmente a Roma, si terrà un vertice Fao limitato agli aspetti economici inderogabili; l’incontro politico, sarebbe rinviato a data da stabilire. In questo caso, Rimini sarebbe ancora candidata ad ospitare il summit? All’incontro con la stampa di oggi alle 13, il Sindaco Ravaioli ha dichiarato di sì; e, per quanto riguarda il mancato arrivo del summit a Rimini, ha commentato che “E’ giusto che prevalga il buon senso”.
Il sindaco ha ammesso di provare sentimenti contrastanti: il rammarico per non avere la possibilità che Rimini potesse essere il luogo per “far ripartire la pace”, e d’altro canto il sollievo per i rischi potenziali che l’organizzazione, partita così in ritardo, avrebbe comportato.
Il Sindaco ha poi chiesto un chiarimento a proposito della dichiarazione del ministro Scajola, che ha affermato che “Ora il vertice si può tenere a Roma, perché sono scomparse le preoccupazioni di sicurezza che si avevano prima dell’11 settembre”. Non vorremmo pensare, ha affermato Ravaioli, che si fosse pensato alla candidatura di Rimini solo per evitare potenziali guai alla città di Roma.
In questa fase di preparazione, Rimini, ha concluso Ravaioli, ha dato buona prova di sé, e la collaborazione fra tutte le componenti della società, le istituzioni e i privati, fa ben sperare per il futuro, e le prossime occasioni. L’opinione è condivisa anche dalle categorie economiche: il presidente dell’Aia, Maurizio Ermeti infatti commenta con un “Peccato: sia per la situazione internazionale, sia perché Rimini si è fatta trovare pronta, e rimane un interlocutore privilegiato per appuntamenti internazionali”. Anche Adria Congrex, che afferma in una nota di comprendere le gravi ragioni che hanno spinto la Fao al rinvio, afferma di essere “orgogliosa del lavoro svolto: oggi Rimini ha conquistato l’immagine di città ideale per simili appuntamenti”; un lavoro che “non è stato vano”, a parere di Adria Congrex, “perché il rapporto con la Fao prosegue”, ma anche per il banco di prova che ha costituito.
Il rinvio, o lo spostamento a Roma del vertice, fa tirare “un sospiro di sollievo” all’onorevole Gambini, che dichiara infatti che ha prevalso la ragionevolezza, visto che non era in gioco la credibilità di Rimini come città capace di accoglienza, ma la sicurezza degli ospiti e dei riminesi”. Per Gambini, Rimini, “capitale del buon vivere, della spensieratezza vacanziera e del divertimento, ha un’immagine che non può essere stravolta e scambiata con quella di una città blindata”, e le dichiarazioni del Presidente del Consiglio (e del ministro Scajola, di cui sopra, di un cessato allarme per lo svolgimento a Roma, ndr) avvalorerebbero l’ipotesi che l’organizzazione del vertice “era solo una patata bollente che nessuno voleva”.

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