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Alla Gambalunga la pittura di Miria Malandri

Rimini

22 ottobre 2001, 20:21

in foto: Giovedì alle ore 18, presso le Sale antiche della Biblioteca Gambalunga di Rimini (via Gambalunga 27), sarà ufficialmente inaugurata la mostra 'LA BIBLIOTECA DIPINTA. UN CICLO PITTORICO DI MIRIA MALANDRI'.

L’esposizione riunisce nelle sale seicentesche e settecentesche della Biblioteca riminese oltre trenta opere, sapientemente impaginate a guisa di trompe-l’oeil da Pier Luigi Cervellati, che compongono un originale ciclo pittorico interamente dedicato all’idea di biblioteca.
L’autrice, Miria Malandri, si è ispirata alla cinematografia mondiale dagli anni Quaranta fino agli anni Novanta. Biblioteche dipinte sono quelle che si riferiscono, ad esempio, a Quarto Potere di O. Welles (1941), Gilda di C.Vidor (1946), Fahrenheit 451 di O. Werner (1966), Il Casanova di Federico Fellini di F. Fellini (1976), Il cielo sopra Berlino di W. Wenders (1981), 84 Charing Cross Road di D. Jones (1987), Una notte a Bengali di N. Klotz (1988), Quel che resta del giorno di J. Ivory (1993).

Scaturito da una committenza esclusivamente culturale proposta dalla Biblioteca Gambalunga, il ciclo pittorico è stato realizzato da Miria Malandri appositamente per la mostra riminese. Proseguendo un’esperienza di lavoro a contatto con il mondo del cinema, iniziata a partire dai primi anni Novanta, l’artista ha trasferito nelle proprie tele atmosfere di film nella cui trama e nel cui tessuto la biblioteca risulta in vario modo inserita, inevitabilmente assunta qui come una metafora della realtà.

Miria Malandri, nata a Forlimpopoli nel 1946, vive ed opere a Forlì. Ha esordito agli inizi degli anni Settanta ed ha all’attivo numerose mostre personali e presenze alle principali rassegne d’arte a livello nazionale. Va annoverata fra gli artisti dell’ultima generazione del Novecento impegnati nel recupero del valore della pittura, fra memoria storica e rapporto con l’attualità.
In questo contesto, l’intervento della pittura all’interno del mondo del cinema va colto non come fenomeno di contaminazione, o come passaggio indiscrimanto dell’artista da un mezzo espressivo all’altro, ma come incisivo riscontro artistico del fatto che la cultura visiva contemporanea è il frutto di stratificazioni mediatiche.

Il catalogo della mostra, inserito nella collana “Immagini e Documenti” dell’Istituto per i Beni Culturali, è curato da Orlando Piraccini con testi di Rosaria Campioni, Marcello Di Bella, Rino Pensato, Claudio Spadoni ed un servizio fotografico di Riccardo Vlahov.

L’iniziativa, promossa dal Comune di Rimini e dalla Biblioteca Gambalunga d’intesa con l’Istituto per i Beni Artistici Culturali e Naturali e con la Soprintendenza per i Beni Librari e Documentari della Regione Emilia-Romagna, resterà aperta al pubblico dal 25 ottobre al 1 dicembre 2001 con i seguenti orari: dal lunedì al venerdì, 16-19; sabato, 9-12. L’ingresso è libero.

L’inaugurazione sarà preceduta da una breve presentazione che avrà luogo nella sala della Cineteca, al piano terra di Palazzo Gambalunga. Interverranno, oltre a Stefano Pivato, Assessore alla cultura del Comune di Rimini, Ezio Raimondi, Presidente dell’Istituto Beni Culturali della Regione Emilia-Romagna, Rosaria Campioni, Soprintendente regionale per i beni librari e documentari, il critico Claudio Spadoni.

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