domenica 16 dicembre 2018
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lun 3 set 2001 19:24 ~ ultimo agg. 00:00
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Sono don Alessandro Zavattini, prete della diocesi di Rimini e vorrei parlare a coloro che hanno suscitato il polverone attorno alla famiglia Amethovic insediata su un terreno nei presi di Corpolò.
Vorrei in particolar modo rivolgermi agli aderenti del comitato “La frazione”:
appartenete alla frazione ma non rappresentate l’intera frazione. Ne siete però la voce più chiassosa e allarmata. Nell’ultimo mese state facendo versare fiumi di inchiostro alla stampa locale, avete fatto e state facendo percorrere chilometri di via vai per le trattative, state mobilitando schieramenti politici, ma ancora non avete fatto la cosa più semplice che potevate fare. Cosa? lo sapete benissimo, solo che avete ancora paura.

Vi faccio i complimenti per l’impegno: avete risuscitato un comitato che stava morendo e ne avete coalizzati altri avete organizzato adunanze pubbliche, fatto richieste amministrative, cartelloni, manifestazioni in piazza a Corpolò, a Rimini, esposto documenti, continue esternazioni, giri per uffici, scomodate le amministrazioni, il sindaco, i partiti, la stampa … ma non avete fatto la cosa più semplice, che potevate fare sin da subito, come prima cosa. Cosa? lo avete capito benissimo e altri corpolesi lo hanno già fatto, ma voi ne avete ancora paura, una tremenda ma stupida paura.
Avete percorso chilometri in bicicletta sulla marecchiese ed eravate tanti, e ancora questo sabato avete oraganizzato una ennesima manifestazione dove farete altri chilometri , chissà questi giorni quanti ne avete fatti per protestare e quanti ne avete fatti fare ad altri per ispezionare terreni, vagliare ipotesi di trasferimento , fare foto, controlli,
… ma non avete fatto la strada più semplice, che ancora vi fa paura ma che altri del vostra frazione e perfino da Rimini stanno già facendo.
Quale strada? quella per arrivare da Ado e Zinetta . Da Rimini sono 15 Km e io l’ho fatta almeno quattro volte, ma per voi sono duecento metri, quelli che separano le vostre case recintate dalle tre ruolotte che ormai tutta Rimini ha visto dalle foto: spaventano ancora così tanto? se ancora vi sembrano pericolose, chiedete ai vostri compaesani che già ci sono andati e soprattutto ai più vicini o magari al vostro parroco, a cui avete detto pubblicamente di voler bene, anche lui c’è gia stato: chiedete se sono così pericolosi! ma appena potete, andateci voi stessi di persona, poi chiedetevi se davvero sono quello che vi aspettavate. Avete avuto paura anche quando sono venuti a prender l’acqua e quando sono stati loro stessi a presentarsi in piazza e sono venuti per conoscevi e farsi conoscere.
Lo so benissimo che cosa vi spaventa, ogni tanto qualcuno me lo dice: “li rispettrei, ma sai le volte che gli zingari sono venuti a rubare in casa mia o dai miei vicini”. Lo so cosa pensate: “sono zingari, non hanno voglia di lavorare e sono venuti per rubare”.

Tantissimi lo pensano ogni volta che si vede una roulotte.
Ma voglio dire che ancora loro non hanno rubato proprio nulla da voi, hanno solo acquistato di diritto, ed anzi sono stati DERUBATI DA VOI. Vi voglio solo dire che cosa la paura vi ha fatto portare via a loro:
innanziutto l’ACQUA: prima li avete infamati pubblicamente – complice la stampa che a tutti i costi vuol creare scoop – per avere attinto alla fontana, tanto che adesso devono andare ad attingere all’acqua di ridracoli in via covignano (e non vanno a portare i bambini a fere l’elemosina a Rimini come qualcuno di voi ha già malignamente detto!!!) Poi avete bloccato le loro richieste per l’allacciamento alla rete idrica: per quanto accusiate l’amministrazione, don Oreste e la curia di averli lasciati in condizioni pessime, sono state le vostre azioni a fermare il progetto che avrebbe portato loro gli allacciamenti (la luce è arrivata prima di voi, per fortuna loro)

avete rubato loro IL SONNO: non solo per qualche vandalo che gli ha voluto spaventare con l’infelice scherzo notturno, ma perchè da quando avete cominciato la vostra lotta (illegittima perchè a proprietari ) e stando su un terreno non protetto loro si sentono in balia della vostra aggressività pubblicamente manifestata; Ado veglia ogni notte sulla propria famiglia; sanno bene che nella zona ci sono stati non poco tempo fa episodi molto pericolosi contro roulotte rom: in questa maniera non solo li lasciate nel terrore continuo, ma suscitate chi è più instabile proprio contro di loro!
gli state rubando LA SALUTE: le tensioni di questo mese e le pressioni di tutti nei loro confronti (stanno raccoggliendo la massa di stampa che parla di loro) che il medico ha prescritto a Zinetta una serie di medicinali che non aveva mai preso e che non può pagare da sola
gli volete rubare LA TERRA di cui sono proprietari, che hanno a fatica cercato e trovato e che hanno atteso a lungo vagando per diversi mesi in situazioni molto precarie: chi di voi ha chiesto il permesso ai propri vicini per abitare dove ora siete? che diritti umani hanno in meno di voi? In oltre loro non chiedono una casa con tutti i comfort che vi sembrano tanto indispensabili: sono poveri felici – così ha detto Zinetta – perchè evidentemente non hanno riposto la sicurezza “dove tignola e ruggine non consumano e dove i ladri non scassinano”. Andateli a trovare: vi sembrano “con le mercedes e pieni di ori” come qualcuno descrive i nomadi?
soprattutto avete rubato loro LA PAROLA, il diritto di replica: quanti di voi 100 manifestanti hanno anche solo salutato la famiglia? un paio di rappresentanti? non venite però ancora a ripetere l’ipocrita affermazione che voi li state proteggendo dalle cattive amministrazioni! state solo sperando che se ne vadano “con le buone” perchè “le cattive” vi hanno già dato torto! i modi affabili sono anche dei truffatori: ascoltateli davvero! date loro diritto di parola alle vostre riunioni! ho assistito personalmente alle loro: sono molto più democratici di noi ! Nessuno li sta interpellando, se non i giornalisti e possibilmante da lontano! so però che qualcuno li ha invitati ad una festa: non perdete la preziosa occasione di conoscerli!
nell’ultima mi ci metto anch’io come ladro: stiamo loro togliendo la DIGNITA’. oltre ad aver loro negato la possibilità di rappresentare se stessi, stiamo loro negando, in questa faccenda, la possibilità di avere una propria cultura non urbanizzata come la nostra: quanti di voi hanno passato l’infanzia a piedi nudi nei campi? quanti? e non eravate più felici di adesso che per proteggere le cose da ipotetitici ladri, si stanno cacciando delle reali persone? come se non bastasse sono stati presi in giro mandando una ispezione dell’ufficio di igene prima della loro sistemazione che proprio questo comitato ha bloccato! Gesù ha detto “Quello ch avete fatto a questi miei fratelli più piccoli, lo avete fatto a me”: come fa un comitato a dirsi cattolico quando va contro il proprio vescovo e caccia lo stesso Gesù Cristo?

E dunque loro sarebbero i gli SPORCHI LADRI???
Mi sembrano più molto sporche le manovre per rubar loro qusto terreno e gli altri diritti: prima le infondate storie del metanodotto, poi della bretella della marecchiese (sapete bene che sono una facciata imbiancata di buonismo per trovare il cavillo che li espelle!), poi le manovre politiche, gli attacchi al sindaco, agli assessori, alla giunta, le minacce di separazione dal comune di Rimini .. non vi sembra che vi stiate sporcando molto più di loro? … e pensare che tutta questa vostra fatica svanirebbe se anzichè andare addosso e contro chi neanche conoscete, andaste subito vicino e incontro a Zinetta e Ado, che non mancherebbero di farvi sedere e offrirvi da bere come fanno con chiunque..
Con tutto questo, non intendo puntare il dito su di voi, ma solo fare giustizia per una famiglia che da 13 anni sta cercando, non senza diffcoltà reciproche per la distanza culturale, di inserirsi nella nostra città di Rimini, che si è appena riempita le tasche delle migliaia e migliaia di ospiti caldamente accolti e serviti …voglio solo solo continuare a suggerirvi LA COSA PIU’ SEMPLICE: andateli a trovare, conosceteli, invitateli alle vostre assemblee …non vi costerà nessun documento, nessuna spesa, non vi toglieranno l’orologio nè il portafoglio, ma solo qualche minuto ed anzi vi offriranno quello che hanno; loro vi stanno aspettando, come fanno con chiunque, per offrirvi una sedia libera sul loro fazzoletto di paglia e ospitalità.

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