domenica 16 dicembre 2018
In foto: I sindacati confederali hanno proclamato un’intera giornata di sciopero dei lavoratori emiliano-romagnoli della Telecom per protestare contro il piano di ristrutturazione che comporta il trasferimento di circa 300 lavoratori da una provincia all’altra.
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lun 3 set 2001 14:24 ~ ultimo agg. 00:00
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I sindacati accusano l’azienda di compiere scelte che mirano solo al contenimento dei costi con la cessione di sedi e la chiusura di servizi sul territorio e con il peggioramento degli standard di qualità per gli interventi sulla manutenzione della rete nel territorio.
“A farne le spese sono i lavoratori – hanno detto Danilo Gruppi (Slc-Cgil), Francesco Rangone (Uilte-Uil) e Franco Fancelli (Fistel-Cisl) in una conferenza stampa convocata per fare il punto sulla vertenza che si trascina da mesi – che vengono trasferiti senza consultare i sindacati, provocando disagio familiare che porterà molti, in particolare le donne che hanno un contratto part-time, alla scelta di dover lasciare l’azienda”. Altra critica avanzata dai sindacati alla Telecom è quella di occuparsi solo dei grandi clienti e trascurare la piccola utenza, che spesso aspetta molti giorni se deve essere riparato un guasto.
I sindacati, che oggi nella sede della Cisl hanno tenuto un’assemblea regionale dei delegati, chiedono lo stop a questi provvedimenti anche in attesa che venga chiarito qual è il piano industriale della nuova proprietà (Tronchetti-Benetton) succeduta a Colaninno e alla Bell e l’intervento della Regione per attivare un tavolo di confronto sulle politiche industriali e occupazionali che l’azienda intende seguire in Emilia-Romagna.

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