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La protesta dei corpolesi blocca la Marecchiese

Rimini

1 settembre 2001, 12:17

in foto: Oggi i cittadini di Corpolò hanno di nuovo protestato contro la decisione della Giunta comunale di Rimini di mantenere in territorio corpolese la famiglia rom insediatasi un mese fa. Questa mattina una decina di trattori, seguiti da un corteo di biciclette, ha intasato il traffico sulla Marecchiese nel tratto da Corpolò a Rimini.

Ai Padulli i trattori si sono fermati, e i manifestanti, un centianaio, hanno poi proseguito la marcia entrando in città da via Garibaldi armati di cartelloni, fischietti e trombette ed urlando slogan contro il sindaco Alberto Ravaioli e l’assessore ai Servizi Sociali Stefano Vitali.
Il corteo è giunto in piazza Cavour per protestare davanti alla residenza comunale, dove un banchetto promosso da un movimento giovanile di Alleanza Nazionale ha raccolto firme per una petizione popolare contro l’insediamento dei nomadi. Una delegazione del comitato corpolese ‘La Frazione’ si è poi recata al Palazzo della Prefettura per incontrare il prefetto.
Poco dopo la manifestazione, il sindaco di Rimini è intervenuto duramente sulla vicenda con una nota che pubblichiamo:
‘L’Amministrazione Comunale si è costantemente resa disponibile nelle ultime settimane a individuare la soluzione più idonea all’insediamento di una famiglia nomade sul territorio di pertinenza del Quartiere 4. Una soluzione che garantisse innanzitutto l’integrazione del nucleo familiare rom attraverso una possibile, serena convivenza con i residenti. Per questo l’Amministrazione Comunale ha scelto di adottare il metodo della concertazione coinvolgendo nella discussione la famiglia nomade, la cittadinanza di Corpolò, il Comitato ‘La Frazione, il consiglio di Quartiere.
Sulla base di valutazioni tecniche e tenendo conto della disponibilità all’integrazione espressa pubblicamente dagli esponenti del Comitato ‘La Frazione’, la Giunta Comunale ha individuato la cosiddetta area dei pozzi presso Corpolò come la migliore per l’inserimento sociale del nucleo familiare rom.

Detto questo non posso che censurare manifestazioni come quella odierna organizzate da un Comitato che chiaramente non rappresenta la cittadinanza di Corpolò e che corre invece il rischio di trasformarsi inconsapevolmente nello strumento di una parte politica che ha tutto l’interesse a cavalcare questa vicenda per far passare idee che non hanno nulla a che fare con integrazione e solidarietà.
Queste idee, lo ribadisco a chiare lettere, non fanno parte della mia cultura di governo e non troveranno mai una sponda da parte della coalizione che guida questa città. Anzi, per quanto mi riguarda, farò di tutto perché questi neanche tanto sottili riferimenti alla chiusura e all’intolleranza vengano limitati non solo attraverso la discussione politica ma soprattutto attraverso il continuo appello a quel senso di civiltà e di solidarietà che muove l’azione quotidiana della stragrande maggioranza dei riminesi.
E sono sicuro che in questa maggioranza stia la parte più corposa della cittadinanza di Corpolò che non può e deve riconoscersi in un Comitato che non è in grado di collaborare per l’inserimento di una sola famiglia di cittadini riminesi di cultura nomade da tempo inserita nella nostra realtà’.

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