mercoledì 19 dicembre 2018
In foto: Sul tema della famiglia Rom insediatasi a Corpolò il Vescovo di Rimini, Monsignor Mariano De Nicolò, ha inviato oggi una lettera a don Nicola Spadoni, parroco di Corpolò, perchè ne dia lettura nella S. Messe. Il testo completo della lettera:
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mar 14 ago 2001 18:31 ~ ultimo agg. 00:00
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Carissimo Don Nicola,

desidero comunicarTi alcune considerazioni e precisazioni relative alla vicenda della famiglia nomade che ha posto le sue roulottes in un terreno acquistato nel territorio della Tua Parrocchia.
In vista del Giubileo, la nostra Diocesi aveva proposto, tra i segni di carità, di contribuire alla soluzione dell’annoso e insoluto problema dei nomadi. Nell’autunno del 2000 l’Amministrazione Comunale, constatata l’impossibilità di rendere più vivibile e gestibile il campo nomadi, aveva optato per la smobilitazione del campo stesso per privilegiare soluzioni diverse per le singole famiglie.
Su richiesta esplicita dell’Amministrazione Comunale, l’Istituto Diocesano per il Sostentamento del Clero (e non la Curia Diocesana), nel dicembre dello scorso anno, ha messo a disposizione alcuni terreni da dare in proprietà ad alcune famiglie nomadi che non avevano avuto possibilità di lasciare il territorio.
L’IDSC, pur nella sua autonomia, ha agito d’intesa con la Diocesi; la Diocesi ha ritenuto che la richiesta dell’Amministrazione Comunale a favore di alcune famiglie nomadi dovesse essere accolta, per un non eludibile senso di umanità. L’IDSC metteva così a disposizione alcuni piccoli appezzamenti di terreno, non più di 350 mq ciascuno, in località diverse ed in zone a scarsa densità abitativa.
Era esplicito –nei rapporti fra l’IDSC, che metteva a disposizione dei terreni, e l’Amministrazione Comunale, che ne aveva fatto richiesta- che spettava all’Amministrazione Comunale stessa garantire tutti gli aspetti pratici relativi all’insediamento delle famiglie.
L’Amministrazione Comunale, che ha deciso e approvato in Giunta tutta l’operazione di chiusura del campo nomadi e il necessario finanziamento, aveva anche la responsabilità dell’iter da seguire.
Sono spiacente del clamore che l’arrivo della famiglia nomade con figli minorenni e bambini ha creato tra i residenti della Tua Parrocchia. Clamore eccessivo, tanto più che appare possibile la graduale integrazione della famiglia nel tessuto sociale, mediante l’inserimento dei bambini nella scuola, dei ragazzi nella formazione professionale e del capo famiglia in attività lavorativa.
La Parrocchia di Corpolò non mancherà di fare opera di pacificazione negli animi e di mostrare alla famiglia nomade l’attenzione e la premura che è tipica dei discepoli del Signore Gesù. Giustamente Tu, caro don Nicola, nelle S. Messe di sabato e domenica scorsa, hai fatto riferimento alla parabola del ‘buon Samaritano’; alla domanda di Gesù “Chi dei tre ti sembra sia stato il prossimo di colui che è incappato nei briganti?”, la risposta fu: “Chi ha avuto compassione di lui”; Gesù gli disse: “Và e anche tu fa lo stesso”.(Lc 10,36s).
Con sincero affetto, Ti saluto e Ti benedico unitamente a tutta la Tua Parrocchia.

Vescovo Mariano

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