martedì 22 gennaio 2019
In foto: Emilia Romagna e Marche optano per una politica sanitaria comune. E’ stato siglato oggi a Roma da Vasco Errani e Vito D’Ambrosio, presidenti delle regioni Emilia Romagna e Marche un accordo quadro per la gestione della mobilità sanitaria.
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gio 2 ago 2001 18:41 ~ ultimo agg. 00:00
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La convenzione prevede che le aziende sanitarie di Rimini e Pesaro si impegnino reciprocamente a garantire un’assistenza di qualità ai pazienti al di là dell’Ausl di appartenenza. E’ questo il primo esempio in Italia di federalismo solidale in materia di sanità stipulato da due regioni. L’obiettivo dell’accordo è quello di distribuire in maniera equa e razionale i servizi, eliminando i costi di competizione per prestazioni simili, in un bacino d’utenza che valica i limiti delle singole aziende sanitarie. Attualmente sono più i marchigiani che si curano in Emilia Romagna, con un saldo attivo per quest’ultima di 60 miliardi. In particolare nell’Ausl di Rimini si ferma il 43% dei marchigiani, di cui l’87% proviene dalla provincia di Pesaro-Urbino. A Pesaro si fa invece curare un 60% di emiliano romagnoli, per il 70% si tratta di riminesi.

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