lunedì 22 luglio 2019
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In foto: Oggi interviene con una valutazione della visita del sottosegretario Sgarbi anche la diocesi di Rimini, chiamata in causa direttamente con la critica ai lavori in Duomo, soprattutto per la scelta della sostituzione dell’altare napoleonico, ma anche per alcuni aspetti dei restauri.
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mar 10 lug 2001 13:36 ~ ultimo agg. 00:00
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A rispondere a nome della Diocesi è Mons. Aldo Amati, vicario generale, che richiama alla correttezza del comportamento della diocesi, che ha rispettato in ogni passaggio l’iter per realizzare i restauri e i cambiamenti all’interno della cattedrale, dalla progettazione, in accordo con la commissione ministeriale, allo stretto rapporto con la soprintendenza di Ravenna nel corso dello svolgimento dei lavori. “ Se parliamo di estetica, vi possono essere indubbiamente diverse scuole di pensiero, a confronto; ma questo non può significare che si rimetta in discussione un restauro compiuto con correttezza sotto ogni aspetto.” Mons. Amati richiama anche al fatto che il Duomo, non sia solo un monumento di godimento estetico, e possa essere soggetto a modifiche per il ruolo liturgico che gli compete, come cattedrale diocesana; e se questo, come è stato, si svolge nel rispetto degli accordi tra Stato e Chiesa, fa capire senza troppo misteri di sentirsi chiamato in causa in modo strumentale.
Mons. Aldo Amati al nostro microfono:

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