martedì 15 ottobre 2019
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In foto: ULTIMI GIORNI PER POTER VISITARE "FRAME. FRAMMENTI DI GUERRA", LA MOSTRA ALLESTITA NEL PALAZZO DEL TURISMO DI RICCIONE IN OCCASIONE DELLA SETTIMA EDIZIONE DEL PREMIO GIORNALISTICO TELEVISIVO ILARIA ALPI. OLTRE DUEMILA PERSONE HANNO VISITATO QUESTA MOSTRA IDEATA A RICCIONE, MA CHE POCHI RICCIONESI HANNO VISTO.

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sab 23 giu 2001 12:19 ~ ultimo agg. 00:00
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“Una mostra che tutti dovrebbero vedere”. “Un percorso di guerra nell’inferno degli innocenti “. Sono i commenti rispettivamente dell’inviato del Corriere della Sera Ettore Mo e della portavoce dell’Alto Commissariato per i Rifugiati dell’ONU Laura Boldrini appena usciti dalla mostra videografica.

Ultimi giorni dunque per poter visitare questa mostra videografica ad ingresso libero che chiude il 24 giugno e che ha il merito di riportare a galla frammenti altrimenti seppelliti da una “informazione in tempo reale – sono parole di Italo Moretti, presidente della giuria del Premio – che privilegia sempre più l’emotività e il sensazionalismo a danno della comprensione e dell’analisi”.

“Un bilancio decisamente positivo. Sono oltre duemila le persone che hanno visitato la mostra – racconta con soddisfazione Francesco Cavalli, presidente dell’Associazione culturale Comunità Aperta di Riccione, che ha ideato la mostra – Ad oggi abbiamo ricevuto molte offerte da parte di città italiane per portare la mostra fuori da Riccione. Carpi, Trieste, Catania, Roma, Firenze, Torino, Milano, Bergamo, sono solo alcune delle città che ci hanno contattato per avere la mostra. L’unica nota dolente riguarda i riccionesi; in pochi hanno visto la mostra, che è stata apprezzata più dai non residenti. C’è infatti, chi ha fatto anche cinque ore di auto per venire a Riccione solo per vedere la mostra…”.

Allestita dall’associazione culturale riccionese Comunità Apertà in collaborazione con la Regione Emilia Romagna, il Comune di Riccione e la Provincia di Rimini, “Frame. frammenti di guerra” è un “crudo zapping” su una serie di conflitti (Algeria, Balcani, Etiopia ed Eritrea, Israele e Palestina, Liberia, Ruanda, Sierra Leone, Somalia e Sudan) come la tv ce li ha proposti. Dalla Serbia al Sudan, dalla Palestina al Ruanda, la mostra è un susseguirsi di 57 grandi pannelli 155 cm x 155.

Dalla mostra “Frame” è stato realizzato un libro-catalogo, edito da “Il Ponte” (fino a lunedì in vendita presso la mostra ad un prezzo scontato) che racconta per immagini dieci tra guerre e conflitti nel mondo. Il libro, corredato da schede informative e cartine geografiche, curate da Fabiana Fini ci “sbatte giustamente in faccia – come accusa Italo Moretti nell’introduzione del libro – le immagini di bambini africani strappati alle loro famiglie e trasformati in soldati di fronte alla sostanziale indifferenza della comunità internazionale”.

Queste immagini, raccolte nel volume e commentate da Ettore Mo, sono accompagnate dai racconti di alcune importanti firme del giornalismo televisivo italiano. Si tratta di Ennio Remondino del TG1, Franco Di Mare del TG2, Toni Capuozzo del TG3, Silvestro Montanaro autore di “C’era una volta” Rai Tre, Armando Sommajuolo di TMC News, che quelle guerre le hanno vissute in prima persona.

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