lunedì 18 febbraio 2019
In foto: Anfiteatro e asilo italo svizzero: una coabitazione difficile. Negli ultimi giorni Jacopo Ortalli, funzionario della sovrintendenza archeologica di Bologna è tornato a parlare dell’annosa questione d’incompatibilità tra l’antico monumento romano e l’edificio del Ceis, che sorge sopra una parte dei reperti. Ortalli ha parlato della necessità di una soluzione che risponda a due interessi pubblici: la fruizione di un bene culturale e la funzionalità di una struttura educativa.
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mar 5 giu 2001 12:44 ~ ultimo agg. 00:00
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“Si tratta- ha detto il funzionario- di due piante avviticchiate tra di loro, in cui una rischia di soffocare l’altra. Va ricordato che, quando il ministero nel periodo post-bellico concesse l’autorizzazione per l’erezione dell’asilo, l’area era già vincolata per il patrimonio archeologico del sottosuolo. Ma come spesso accade in Italia permessi provvisori, legati all’emergenza del momento, sono diventati definitivi.” Sentiamo Ortalli al nostro microfono.

ascolta l’intervista

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