mercoledì 16 ottobre 2019
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In foto: “Ci sto dentro”: anche una delegazione di dieci riminesi, militanti Gioc e responsabili della pastorale giovanile della diocesi, sarà domani e domenica a Bari per la seconda festa nazionale dei giovani lavoratori organizzata dalla Gioc, l’associazione dei lavoratori cristiani. Due giorni ricchi di appuntamenti, dibattiti e un talk-show per presentare a sindacati, politici e al mondo della Chiesa le istanze che arrivano dai giovani che lavorano o cercano lavoro.
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ven 8 giu 2001 14:31 ~ ultimo agg. 00:00
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Ed ecco come i giovani descrivono il mondo del lavoro, contraddistinto dalla precarietà, dai contratti atipici e dalla rassegnazione a rinunciare al lavoro come realizzazione di sé: è il quadro che emerge dalla ricerca realizzata dalla Gioc su un campione di 1500 giovani dai 15 ai 27 anni in tutta Italia. La ricerca è stata realizzata anche sul territorio locale, con 100 interviste, e i risultati non sono diversi da quelli nazionali: anche se c’è voglia di essere più protagonisti e consapevoli dei propri diritti, si accetta molto lavoro precario, specie stagionale, anche in nero, con poca capacità progettuale. Ad essere penalizzati i giovani con qualifiche professionali basse, perché chi ha più strumenti riesce a meglio a trasformare la precarietà in occasione di inserimento. Laura Pagliarani, responsabile locale della Gioc:

ascolta l’intervista

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