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Cronaca Rimini

arrestati 6 napoletani per la rapina alla Carim

In foto: Per le forze dell’ordine di Rimini e Riccione è stata una settimana di intenso lavoro. Oltre ai cinque arresti per la tentata rapina alla Carim di via Flaminia a Rimini, un’altra banda di rapinatori napoletani pronta ad entrare in azione è stata fermata a Riccione.
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sab 12 mag 2001 13:31 ~ ultimo agg. 12 lug 16:47
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Al termine dell’operazione, svolta in collaborazione dalla Squadra Mobile di Rimini e dai Carabinieri di Riccione, sono stati arrestati sei napoletani: Antonio Ferrara, 29 anni, Massimiliano Moliterno, 22 anni, Andrea Luigi Carbone, 23 anni, evaso nel novembre scorso dagli arresti domiciliari, Giuseppe Palombo, 32 anni, Bruno Tonicello, 34 anni e Pasquale Iervolino, 34 anni. A parte gli ultimi due, arrivati a Riccione in settimana, gli altri già da tempo si muovevano in Riviera, dove i loro spostamenti erano controllati dalle forze dell’ordine. La banda era pronta ad entrare in azione già da martedì in una gioielleria del centro di Riccione, con l’obiettivo di impadronirsi di orologi Rolex e monili d’oro. Il colpo è stato poi programmato per mercoledì mattina, ma gli agenti, per evitare rischi al negoziante, ai passanti e ai propri uomini, hanno neutralizzato i criminali prima che passassero alle vie di fatto.
Sulla banda pende anche l’accusa di associazione a delinquere per due rapine effettuate quest’anno: una sempre a Riccione ai danni di un assicuratore, al quale vennero sottratti 5 milioni, e una ai danni di un gioielliere di Desenzano del Garda, con un bottino di 100 milioni. E’ stato il modus operandi, caratterizzato da azioni violente nei confronti delle vittime delle rapine, a far cadere i sospetti sulla banda di napoletani. Per la rapina di Riccione, ora si attendono le convalide degli arresti, perché la banda è stata bloccata durante gli atti preparatori, che non costituiscono propriamente tentata rapina.
Su questo punto è intervenuto il colonnello Savarro dei Carabinieri di Riccione, che ha ricordato come le forze dell’ordine abbiano preferito intervenire prima che potessero esserci seri rischi per l’incolumità delle persone, rinunciando così a prove schiaccianti contro i rapinatori. Negli ultimi mesi sono stati 19 gli arresti per questo tipo di reati tra Rimini e Cattolica, ha sottolineato Savarro, ma nessuno è stato messo in condizione di nuocere.

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di Redazione   
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