Si è spento Massimo Tamburini, anima della Bimota e Sigismondo nel 2012

Si è spento a 71 anni il riminese Massimo Tamburini, uno dei soci fondatori della Bimota e progettista e designer di moto entrate nella storia. Cordoglio dall'Amministrazione Comunale, che due anni fa lo insignì del Sigismondo d'Oro.

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RIMINI | 06 aprile 2014 | 20:56
Oltre che alla Bimota, il suo nome è legato alla storia di marchi come Ducati, Cagiva e MV Augusta.
Recitava la motivazione del riconoscimento: “ha saputo interpretare e trasformare il sogno e la sua passione, nella concretezza di prodotti industriali senza pari che hanno segnato la storia del motociclismo”.
“Un grande artigiano che, attraverso creature a due ruote da antologia, ha saputo raccontare uno degli amori più grandi che accomuna le nostre genti e trasmettere quella passione che la nostra terra coltiva per il mondo del motore tanto da renderla universalmente celebre come la “terra de mutor”.

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La biografia a cura del Comune di Rimini:

Nato il 28 Novembre 1943 a Rimini, ha vissuto per i primi 11 anni all'interno di una numerosa famiglia di contadini.
Nel 1954 a seguito della decisione del padre di lasciare la professione di contadino, per intraprendere una nuova attività nel settore dei trasporti, si trasferì con la propria famiglia in zona Grotta Rossa in Rimini.
Il padre vedendo la grande passione di Massimo per le moto ed essendo anch'egli grande appassionato della meccanica, iscrisse Massimo all'Istituto Tecnico Industriale di Rimini.
Gli studi purtroppo non vennero portati a termine causa problemi di salute, risoltosi poi in modo positivo negli anni a seguire.
Massimo Tamburini consapevole dell' importanza della formazione scolastica ed amareggiato per quanto perso, si iscrisse a diversi corsi di formazione professionale che ne amplificarono la naturale predisposizione per tutto ciò che era inerente alla meccanica/tecnica.
Al termine di questo percorso formativo, correva l'anno 1961, all'età di 18 anni intraprese in proprio l'attività nel settore termoidraulico con specializzazione nel settore del riscaldamento.
Nello stesso anno sposava Pasquina e negli anni a seguire nacquero i tre figli, Morena , Andrea , Simona che sicuramente rappresentano per Massimo Tamburini e sua moglie i "Progetti" più importanti, poiché tuttora, con l'arrivo di 5 nipoti, dimostrano grande attaccamento ai valori della famiglia.
Nel 1966, pur mantenendo sempre intatta la passione per le moto, ma altrettanto consapevole dell'importanza di un lavoro che potesse assicurare alla propria famiglia la giusta serenità, creò insieme a Giuseppe Morri e Valerio Bianchi la Società Idrotermica Bimota, società poi rivelatasi negli anni a seguire, sinonimo di qualità.
Massimo nel proprio tempo libero, coltivava la sua passione per le moto e nel 1971 diede libero sfogo alla creazione di una moto sportiva, ispirandosi alle moto sportive Mv Agusta, alla cui guida vi era il Campione del Mondo Giacomo Agostini.
Questo suo primo progetto, ricevette consensi positivi dal pilota collaudatore della Mv Agusta Angelo Bergamonti e da tutti gli addetti ai lavori.
Le motivazioni che portarono Tamburini a cimentarsi nel settore motociclistico, furono paradossalmente legate ad un incidente occorsogli sul circuito di Misano che gli generò diverse fratture, mentre stava provando la sua nuova moto, una Honda CB 750 Four.
Correva l'anno 1973, in quel periodo Tamburini stava allestendo la nuova sede della Idrotermica Bimota sita in Via Covignano, quando ancora dolorante per le fratture alle costole, propose a Morri di aprire un piccolo centro di progettazione telai e parti speciali da destinare alle moto Giapponesi, che a suo dire avevano un gran motore, ma a livello telaistico c'erano notevoli margini di miglioramento, certo di poterne migliorare il comportamento dinamico.
Morri si rese disponibile in tal senso e nello stesso anno venne costituita la Bimota Meccanica trasformata successivamente in Bimota S.p.a. nel 1980.
Tamburini rimase azionista e Direttore Tecnico della Bimota sino al 1983, anno in cui decise di lasciare l'azienda per intraprendere nuove esperienze.
Nel 1984 venne assunto dal Team Gallina, con l'incarico di sviluppare una moto GP500 per il pilota ex Campione del Mondo Franco Uncini.
La moto venne denominata TGA 500 Gp e successivamente nel mese di Luglio dello stesso anno, il Presidente della Cagiva Sig. Claudio Castiglioni commissionò a Tamburini in carico al Team Gallina, di sviluppare un 125 sportivo che avrebbe dovuto aprire un nuovo segmento di mercato per questa tipologia di moto.
Nello stesso anno, nel mese di Dicembre venne presentata la nuova moto denominata Cagiva Aletta Oro 125 che ottenne un grandissimo successo commerciale.
Nel 1985, il Sig. Claudio Castiglioni propose a Roberto Gallina di acquistare il Centro di Progettazione a condizione che Tamburini rimanesse a
dirigerlo.
Dal 1985 al 31 Dicembre 2008, anno delle sue dimissioni volontarie, Tamburini ricopri varie cariche all'interno del Gruppo Cagiva, l'ultima delle quali fu Amministratore Delegato del Centro Ricerche.
In questo ultimo periodo durato 23 anni, Tamburini con le sue creazioni ha contribuito in modo determinante al successo commerciale, di immagine e sportivo di marchi come Cagiva, Ducati, Mv Agusta, ricevendo diversi premi per il Design e l'innovazione tecnica dei suoi progetti. Inoltre ha vinto innumerevoli Campionati Nazionale e Campionati del Mondo, oltre che vedere alcune sue creazioni esposte nei più prestigiosi Musei di Arte Contemporanea del mondo.
Nei 35 anni di attività nel settore motociclistico, le moto progettate da Tamburini hanno vinto 18 Titoli Mondiali, 20 Titoli Italiani e diversi altri titoli Internazionali.
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