Strage Fragheto. Domani a Verona la prima udienza, nuove parti civili
Domattina al Tribunale Militare di Verona si terrà la prima udienza dibattimentale del processo per la strage di Fragheto di Casteldelci. L'inchiesta sul terribile episodio avvenuto nel 1944 vede come imputati tre anziani ex ufficiali dell'esercito tedesco.
MONTEFELTRO | 26 marzo 2012 |
Il Comune di Casteldelci e le Provincie di Rimini e Pesaro, rappresentati dall'avvocato Lorenzo Valenti, si sono costituiti parte civile alla precedente udienza. Domani si aggiungeranno altri parenti delle vittime. Parte civile è anche l'ANPI, rappresentata dall'avvocato Speranzoni.
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L'intervento trasmesso dall'avvocato Lorenzo Valenti.
Imputati tre militari tedeschi. WEIS KARL, nato il 09/03/1920 a Schwabsberg, residente in 73492 Rainau (D) Brunnerstrasse n. 13, all’epoca dei fatti Sottotenente della riserva- Aiutante maggiore dello Sturrmbattaillon OB Sudwest; SCHAFER KARL, nato l’11/05/1911 a Watzenborn –Steimberg, residente in 35394 Giessen (D), all’epoca dei fatti Tenente della riserva – Comandante della IV compagnia Armi Accompagnamento dello Sturrmbattaillon OB Sudwest; PLEGE ERNST, nato il 03/11/1922 a Hannover, residente in 58513 Ludenscheid in Werdholer in Landstrasse n.283, all’epoca dei fatti Sottotenete della riserva – Comandante di Plotone IV compagnia Armi Accompagnamento dello Sturrmbattaillon OB Sudwest, sono imputati nel procedimento penale summenzionato la cui udienza dibattimentale è fissata per il giorno 27/03/2012 avanti il Tribunale militare di Verona per il reato di “Concorso in violenza con omicidio contro privati nemici, pluriaggravata continuata” (art.61 n.1 e 4, 81cpv,110,112 co.1 n.1 e3, 575, 577 n.3 e 4 c.p.; 13, 185 c.p.m.g.; 47 n.2 e 3, 58 co.1 c.p.m.p.) per l’eccidio compiuto in Fragheto di Casteldelci in data 07/04/1944, .
Il processo si è incardinato grazie alla richiesta di riapertura delle indagini dell’Avv. Lorenzo Valenti presentata nel 2006 dopo che si era venuta a conoscenza dell’esistenza del fascicolo su Fragheto fra quelli dell’”Armadio della vergogna” e dopo che il Prof. Gentile aveva individuato i componenti del battaglione tedesco che operò a Fragheto il 7 aprile 1944.
Domani si costituiranno parti civili gli ultimi parenti delle vittime mentre il Comune di Casteldelci e le Provincie di Rimini e Pesaro si sono costituite alla precedente udienza. Tutte le parti civili sono rappresentate dall’Avv. Lorenzo Valenti mentre l’avv. Speranzoni di Bologna rappresenterà l’ANPI.
I fatti sono noti.
Ai primi d’aprile del 1944 le truppe tedesche della Wehrmacht in collaborazione con reparti della Guardia Nazionale repubblicana, nell’approssimarsi del fronte alla linea Gotica eretta nel tentativo di fermare l’avanzata degli alleati sugli Appennini, vogliono liberarsi della fastidiosa presenza partigiana nelle montagne dell’appennino tosco- marchigiano-romagnolo per tenere libero il retrofronte. Infatti la progressiva organizzazione in bande partigiane nelle provincie forlivesi e pesaresi si era compiuta nei mesi invernali fra 1943 e 1944. In particolare al comando di “Falco”, “Barba”, “Dinola” sono costituite formazioni partigiane romagnole agguerrite, disciplinate, aiutate anche dai lanci di materiale e di armi da parte degli alleati, e pronte a combattere le formazioni tedesche con le armi a disposizione.
Una di queste, la 1° Brigata Romagna aveva l’incarico di sganciarsi, uscire dall’accerchiamento e quindi raggiungere e congiungersi a sud con la 5° Brigata Pesarese.
In questi frangenti, la sera del 6 aprile 1944 Falco, il comandante di questa formazione, decide di passare la notte nella frazione di Fragheto nel Comune di Casteldelci (Provincia di Pesaro e Urbino ora Provincia di Rimini) e il comando s’insedia nella canonica.
I partigiani occupano le case, chiedono da mangiare e si tiene perfino un dibattito ideologico fra i partigiani ed il parroco Don Adolfo Bernardi. A tutto assiste un prigioniero tedesco che successivamente liberatosi, riferirà tutto ai suoi superiori.
La mattina del 7 aprile 1944 verso le sette, le staffette partigiane posizionate a Montecastello, nelle vicinanze di Fragheto, si accorgono che una forte formazione di tedeschi sta arrivando nei pressi, in località Calanco. Le staffette riferiscono che è possibile occupare una posizione vantaggiosa e che i tedeschi sono in una trappola. Cosi i capi partigiani decidono di attaccare.
Si svolge un lungo combattimento a Calanco, durato circa tre ore, fra circa duecentottanta partigiani non tutti armati ma ben appostati e cinquecento tedeschi ben armati ma in posizione difficile.
E’ uno degli episodi più importanti, relativamente all’aprile ’44, della guerra partigiana dell’Italia centrale e causa perdite da entrambe le parti.
A fine combattimento, mentre i partigiani ripiegano verso la Romagna, i tedeschi riprendono il loro itinerario verso il fondovalle: fiume Senatello, Pennabilli, Carpegna.
Arrivati nei pressi di Fragheto, i tedeschi probabilmente decidono di compiere una perlustrazione nella case. 14 militari si dirigono verso Fragheto, mentre gli altri tedeschi, i 500 che avevano combattuto, con i propri i morti caricati nelle viegole, si fermano e aspettano la fine della perlustrazione.
Arrivati a Fragheto il gruppo di 14 si divide in due per prendere l’abitato a tenaglia e congiungersi al centro del paese.
Sono le tre del pomeriggio del 7 aprile, venerdì santo, e quello che forse doveva essere una semplice perlustrazione, un rastrellamento, si trasforma improvvisamente in strage brutale.
Dalle tre e mezzo alle cinque del pomeriggio del 7 aprile 1944 vengono uccise 30 persone, sei bambini sotto i sei anni, molti anziani. Intere famiglie sono sterminate, le case incendiate.
Il dolore provato per quello che è successo a Fragheto nell’arco degli anni, non si è mai affievolito ma anzi si è sempre cercato di tenere alto il ricordo di un eccidio del tutto gratuito commesso con efferata violenza e crudeltà. Per questo la costituzione di parte civile dei parenti delle vittime.
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