Pendolari sfiniti dai ritardi dei treni. Il comitato RomBo interviene
Da una settimana il servizio ferroviario emiliano-romagnolo è completamente in tilt anche se non nevica e le temperature si sono normalizzate. la denuncia arriva dai quattocento pendolari che hanno aderito al comitato Rombo.

REGIONE | 09 febbraio 2012 | 15:16
Si sentono in ostaggio da Trenitalia accusata di aver cancellato decine di treni. Raggiungere Ravenna da Faenza e Bologna e viceversa è praticamente impossibile. "Per arrivare a Bologna da Rimini in orario di ufficio - scrivono - ci si deve svegliare all’alba sperando di trovare un treno, ovviamente in ritardo, che raggiunga il capoluogo regionale.
Trenitalia si giustifica dando la colpa alle abbondanti nevicate e al gelo di questi giorni e minimizza i disagi con percentuali e cifre che non corrispondono al reale disagio subito dagli utenti.
"Mercoledì 8 febbraio 2012: tocchiamo il fondo, impossibile tornare a casa da Bologna verso Ancona. In più: la beffa!
Il primo treno del pomeriggio a partire da Bologna verso Ancona è l’IC delle 18.45 pronto in orario sul binario 11: peccato che molti utenti, non avvertiti, siano rimasti incastrati dentro l’affollatissimo e mezzo rotto ES delle 17.42 arrivato prima sul binario 7. Ci è voluto un’altra ora perché questo treno ripartisse da Bologna, e mentre l’IC delle 18.45 arrivava a Forlì, l’ES delle 17.42 non aveva ancora lasciato Bologna!
La mancanza cronica di informazioni, il caos agli Uffici Informazioni e alle biglietterie e la maldestra gestione delle tratte e delle fermate in queste giornate particolari mette ancora più in luce il problema già noto sia della manutenzione delle linee che dell'organizzazione delle tratte: Rete Ferroviaria Italiana (RFI) ha disabilitato parzialmente le stazioni, riducendone la capacità operativa. Infatti, non esistono più capistazione e le disabilitazioni determinano l'impossibilità di realizzare incroci e precedenze dei treni, con la conseguenza inevitabile di rallentarne ulteriormente la velocità o di non risolvere in maniera veloce i problemi contingenti, come accade in questi giorni. Su tutta la linea adriatica fino a Bologna, il movimento dei treni e le informazioni relative (ritardi, soppressioni che vengono visualizzate sui monitor in stazione) sono regolate da un'unica regia, quella del movimento dei convogli, che fa capo alla direzione ferroviaria di Bari. Dopo avere tagliato, avere eliminato progressivamente il personale nelle stazioni, avere "razionalizzato" a Bari, i risultati sono sotto gli occhi di tutti.
Ma non basta.
In stazione e sui treni, ora che non nevica più, paradossalmente, i problemi sono aumentati: Trenitalia fa scomparire dal tabellone “partenze e arrivi” i treni soppressi in modo che nessuno in stazione abbia più alcuna evidenza di cosa sta succedendo (se vengono le telecamere delle televisioni riprendono un tabellone idilliaco!). E viaggiano meno treni. Ogni giorno aumenta l’elenco dei locomotori e delle carrozze fuori uso, ad ogni stazione è destinato qualche “cadavere” appoggiato in un binario morto. Tanto è che non c’è una previsione su quando il servizio riprenderà a pieno regime, ripristinando le condizioni di sicurezza minime. Infatti i pochissimi treni che circolano sulle linee in questi giorni, viaggiano in deroga alle norme di sicurezza: si vedono successioni di diverse carrozze senza alcuna porta accessibile, per non parlare delle condizioni igieniche e di pulizia.
In questi giorni emerge con ancora maggiore evidenza quanto denunciamo da anni: l’azzeramento (cfr tabella in fondo al comunicato) degli investimenti per l’acquisto di materiale rotabile sul servizio di trasporto regionale e il taglio del personale hanno determinato un’inefficienza e un’incapacità dei manager di Trenitalia a reagire in queste emergenze.
E’ giusto rendere merito al personale viaggiante di Trenitalia che si prodiga ben oltre il dovuto per rendere meno difficile il viaggio. Grazie a loro e ai loro sacrifici una parte dei disagi è meno pesante.
Ma quello che più offende gli “utenti” (sono definiti i clienti paganti di Trenitalia) è sicuramente l’atteggiamento presuntuoso dell’Amministratore Delegato Moretti che si rifiuta di ammettere le sue responsabilità in questo disastro. Forse sarebbe ora che chi deve, gli imponga un po’ di autocritica e lo costringesse almeno alle scuse!
E’ imbarazzante il maldestro tentativo di nascondere la realtà dei problemi concedendo agli sfortunati passeggeri il rimborso integrale dei biglietti, per evitare guai peggiori.
Chiediamo urgentemente anche una presa di posizione dell’assessore ai trasporti Peri della Regione Emilia – Romagna che gestisce il trasporto pubblico regionale con un contratto di servizio affidato a Trenitalia, ma che in questi giorni appare stranamente silente a differenza di altri assessori di altre regioni italiane. La Liguria ha denunciato Trenitalia. I nostri politici tacciono. Ci sono responsabilità per quello che sta accadendo? Se sì qualcuno ci dica di chi sono ed indaghi: i soldi che la Regione Emilia – Romagna versa a Trenitalia non sono per un servizio come quello di questi giorni. Ci domandiamo: e in caso di nuove nevicate cosa succederà?"
488203