Ciclismo. Riccò, confermati 12 anni di squalifica per doping

Carriera finita per il 28enne ciclista originario di Sassuolo. Dodici anni sono la dura sanzione che il tribunale nazionale antidoping ha inflitto all'atleta, accogliendo la richiesta della Procura antidoping del Coni: Riccò era accusato di autoemotrasfusione.

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NAZIONALE | 19 aprile 2012 |
Dodici anni di squalifica a Riccardo Riccò. E' la dura sanzione che il tribunale nazionale antidoping ha inflitto al ciclista italiano, accogliendo la richiesta della Procura antidoping del Coni: Riccò era accusato di autoemotrasfusione.

Oltre alla squalifica per 12 anni, Riccò è stato condannato al pagamento delle spese del procedimento quantificate forfettariamente in 15mila euro e gli é stata inflitta una sanzione economica di 5mila euro.

Il Tribunale nazionale antidoping, visti gli artt. 2.2, 10.2, 10.7 del Codice Wada nonché lettera M1 della Lista dei metodi proibiti allegata allo stesso Codice, ha dichiarato Riccardo Riccò colpevole dell'addebito e, considerata la recidiva, gli infligge 12 anni di squalifica con decorrenza dal 19 aprile 2012 e, tenuto conto del periodo di sospensione, la squalifica scadrà il 18 gennaio 2024. Il 6 febbraio dello scorso anno, Riccò era stato ricoverato in ospedale, dopo aver accusato un malore al termine dell'allenamento, dovuto ad un blocco renale. Successivamente il medico rese nota una confessione dell'atleta, reo di aver effettuato una autotrasfusione di sangue che conservava in frigo da diversi giorni. Pratica compatibile con i problemi fisici avuti, tuttavia sempre negata in seguito dallo stesso atleta. Riccò era stato già squalificato per 20 mesi nel 2008 per positività all'epo nel corso del Tour de France.



(nella foto, Riccardo Riccò)
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